mercoledì 27 gennaio 2010

SoLuZiOnE dElL'eNiGmA


Eccomi dunque a rivelare la soluzione del post precedente.
Prima però due parole sulle soluzioni proposte da evaluna e mynameis... Intanto a tutte e due GRAZIE per averci provato!!

Quella di evaluna, non me ne voglia, mi pare molto "italiana" (nel senso di furba)! :-D
Non tiene conto però del fatto che il carcere stesso potrebbe anche non trovarsi in Italia, ragion per cui la manutenzione dei penitenziari potrebbe essere ben più solerte che da noi e prevedere che le pareti vengano pulite o addirittura reimbiancate molto più spesso.

La soluzione di mynameis invece mi ha colpito per la sua semplicità che, come sosterrebbe William of Ockham, di norma è un buon valutatore di efficacia. Tuttavia, pur nella sua estrema logica, credo che anch'essa toglierebbe ogni attrattiva al nostro piccolo giochino e quindi mi sentirei di escluderla attribuendola più a una mancanza del traduttore che non ha specificato che i condannati sarebbero dovuti ri-entrare (e non solo entrare) tutti e 100 nella stanza.

Infine vi dò la mia versione, che peraltro ho ritrovato seppur formulata in modo un po' diverso anche cercando in internet, insieme con altre assai più efficaci ma mooolto più arzigogolate e difficili da spiegare senza un bel po' di matematica.

I 100 prigionieri decidono di eleggere tra loro un Re (uno qualsiasi di loro) e di nominare gli altri 99 come Sudditi. Mentre sono ancora tutti nella stanza per decidere, la lampadina verrà spenta e così dovrà rimanere fino alla prossima visita. Da quel giorno in avanti, ognuno dei sudditi avrà il dovere di presentare un omaggio al proprio Re e dovrà farlo una e una sola volta in vita sua accendendo la lampadina quando verrà portato nella stanza. Se il suddito entrando nella stanza trovasse la lampadina già accesa, egli dovrà lasciare tutto com'è e tenersi il proprio omaggio per una successiva visita. Il Re, invece, ogni qual volta entrerà nella stanza e troverà la lampadina accesa avrà il compito di ritirare il suo omaggio, spegnendo la stessa prima di andarsene, e naturalmente egli dovrà aggiornare il proprio conteggio mentale di una unità ossia un nuovo suddito da cui è stato omaggiato. Se dovesse trovare la lampadina spenta, il Re lascerà semplicemente tutto com'è senza aggiungere nulla ai suoi conti. In pratica, quando il Re avrà ritirato tutti i 99 omaggi dai propri sudditi, egli sarà certo che tutti gli altri oltre a lui sono stati almeno una volta nella stanza. Secondo la matematica e la statistica ciò dovrebbe avvenire mediamente dopo 29 anni, ma può anche darsi che se la fortuna li aiuta il raccolto possa essere più veloce...


--- O --- O --- O ---


Oggi voglio chiudere con una poesia... La dedica è superflua.


Amore di Robert Creeley


Ci sono parole sensuali
come la carne
nel suo umore,
nel suo calore.

Tangibili, ripetono
le certezze,
le comodità,
di esseri umani.

Non pronunciarle
rende astratta
tutta la passione
e infine anche la sua morte.

venerdì 22 gennaio 2010

GiOcA o MuOrI



Non so voi, ma a me hanno sempre affascinato gli indovinelli in cui in palio c'è la sopravvivenza di qualcuno (stile "Saw, l'enigmista", per intenderci...) o comunque dove è necessario spremere a fondo le meningi per salvarsi da qualcosa di nefasto.
Stamane ne ho trovato uno simpatico (un po' inquietante ma fortunatamente non truculento) che non conoscevo e mi piace proporvelo qui....



Una singola lampadina illumina la stanza; cento persone vestite da carcerato, appena sbarcate in questo nuovo carcere, guardano il sorvegliante con aria perplessa.

“Siete i primi e sarete gli ultimi ospiti di questo accogliente carcere. Tra un’ora, sarete portati ognuno nella propria cella, dalla quale non potrete comunicare con nessun altro dei vostri colleghi; peró, a partire da domani una volta al giorno, io tirerò a sorte uno di voi e lo porteró in questa stanza a divertirsi; potrá gioire dello scoprire se la lampadina è accesa o spenta e, se vorrà, potrà spegnerla o accenderla con quel meraviglioso interruttore.”

Un mormorio percorre la sala, alla prospettiva di questo emozionante divertimento...

“Se, ad un certo punto, uno qualsiasi di voi quando viene portato a questa stanza è convinto che tutti e cento siate stati portati qui almeno una volta, basta che me lo dica; se ha ragione, tutti voi sarete liberi. Ma, se sbaglia... Piú niente lampadine, piú niente interruttori, piú niente chiavi delle celle, piú niente di niente, neanche pranzi e cene.”

Insomma, non vi conviene sbagliare... Avete un’ora di tempo per decidere una strategia, a meno che preferiate giocare con l’interruttore per l’eternità...



Questo giochino era su una rivista di matematica, ma tutto sommato credo si possa provare a risolvere usando solo un po' di logica e soprattutto molta fantasia, quindi ritengo ci si possa cimentare anche chi non mastica troppo di numeri. Tra l'altro esistono diverse soluzioni (non una unica) e non vi chiedo (come in realtà si faceva nella rivista) di calcolare il numero di giorni, mesi o anni necessari ai poveretti per uscire di prigione ma solamente di indicare la strategia che potrebbero adottare... Che ne dite?

PS. non ho guardato se su internet c'è la soluzione... Ma che divertimento c'è se prima non ci perdete sopra la mattinata come ho fatto io...?

domenica 17 gennaio 2010

InDePeNdEnT aRaB cInEmA!


Il cinefilo che è in me non può esimersi oggi dal farvi una segnalazione particolare rimandandovi al sito di questo progetto dedicato alla diffusione di cortometraggi realizzati da registi indipendenti provenienti da nove paesi del mondo arabo.

Eccovi l'indirizzo: www.arabshorts.net dove trovate almeno una cinquantina di corti, alcuni dei quali veramente interessanti e validi, ma in generale tutti degni di menzione se non altro perché espressione di una cultura da noi così lontana eppure vicina allo stesso tempo. Il tutto nella ferma convinzione che i giudizi che quotidianamente diamo aprioristicamente sono in genere assai più numerosi degli sforzi che facciamo per cercare di conoscere e capire.

Ovviamente i film sono tutti in lingua originale con sottotitoli in inglese, per cui è necessario un piccolo sforzo, ma vi assicuro che, anche se non comprenderete ogni sfumatura dei dialoghi, l'esperienza sarà ugualmente gratificante!

Buona visione!!

martedì 12 gennaio 2010

nUoVa LeTtUrA


Dalla prefazione postuma dell'autore del libro che ho appena iniziato:

"A Rebours" piombava nel mercato letterario come un areolito, suscitando stupore e risentimenti. La stampa ne restò sconcertata; mai essa delirò in sì gran numero d'articoli. Dopo avermi trattato di misantropo impressionista ed aver qualificato Des Esseintes (N.d.R.: il protagonista del romanzo) di maniaco e d'imbecille complicato, i Normalisti, come Lemaître, s'indignarono che non facessi punto l'elogio di Virgilio ed in tono perentorio dichiararono che i decadenti latini del Medio Evo non erano che “dei rimbambiti e dei cretini”.

Altri impresari della critica si degnarono avvertirmi che farei bene a sottopormi in una prigione termale alla sferza delle docce. A lor volta i conferenzieri se ne immischiarono: nella Salle des Capucins l'arconte Sarcey gridava nel suo sbalordimento “Ch'io sia impiccato se capisco una parola in questo romanzo!”.

Infine, perché nulla mancasse al concerto, le riviste gravi come “La Rêvue des Deux Mondes” incaricarono d'urgenza il loro rappresentante, signor Brunetière, di paragonare A Rebours alle vaudevilles di Waflard e Fulgence.

In tutto questo caos, un solo scrittore vide chiaramente: Barbey d'Aurevilly, ch'io del resto non conoscevo neanche. In un articolo comparso sul “Constitutionnel” in data 28 luglio 1884 (articolo che l'autore accolse poi nel suo volume Le Roman Contemporain) egli scriveva:

“Dopo un libro come questo, al suo autore non resta più che scegliere tra la bocca d'una pistola e i piedi della croce”.

Così è stato.

(J.K. HUYSMANS - 1903)


Come inizio devo dire che non c'è proprio male! Un grazie speciale a chi me l'ha consigliato...








Questa immagine non c'entra nulla col resto del post, lo so...


Ma ieri sono stato alla mostra sul Giappone a Palazzo Reale e volevo farvene partecipi.... :-)


Tra parentesi, questo è anche il mio nuovo segnalibro!

martedì 5 gennaio 2010

DIMAGRIRE: perché il digiuno totale è una grandissima c...ta.



Sgomberiamo subito il campo dagli equivoci: questo post non è rivolto direttamente a persone che soffrono di DCA. Sarei un vero idiota se pensassi di dialogare con chi è affetto da una di tali patologie trattando solo il tema connesso all'alimentazione, dimenticandomi del fatto che davanti a me c'è una persona malata, oltretutto questo non essendo io né uno psicologo né tanto meno un medico.
Seconda premessa: perché questo post. Mettiamola così, durante le feste ho deciso di utilizzare un po' del mio tempo libero per documentarmi e leggere articoli scientifici, una cosa che fortunatamente mi è familiare e non mi pesa fare, visto il mio lavoro di ricercatore e la mia naturale curiosità, anche quando i campi di applicazione sono diversi dai miei. Desidero scusarmi fin d'ora per le eventuali inesattezze che posso aver scritto qui di seguito, dovendo giocoforza operare una sintesi e una semplificazione, fermo restando che le informazioni che leggete sono tutte reperibili direttamente dai principali articoli della bibliografia che ho consultato e che, se vi interessa, vi ho messo a disposizione a questo link (se poi per caso non li trovaste tanto facilmente su internet, scrivetemi pure che ve li mando volentieri).

Cominciamo allora col dire a cosa serve il cibo, anche se tutti più o meno lo sappiamo (o no?). L'alimentazione è il gesto quotidiano che permette in primo luogo al nostro corpo di rigenerare le proprie cellule, i propri tessuti. Ciò avviene essenzialmente attraverso l'assimilazione e la decomposizione dei costituenti elementari della materia organica, ossia le proteine, le vitamine, i carboidrati, i grassi, ecc. contenuti nei cibi che consumiamo, unitamente all'apporto essenziale fornito dall'acqua che assumiamo sia direttamente in forma liquida sia all'interno degli stessi cibi.
Per gli individui ancora in età di sviluppo (quindi approssimativamente fino ai 15-16 anni di età) quella che ho descritto è la funzione principale dell'alimentazione e per assolverla vengono utilizzate circa l'80-85% delle calorie assunte. Questa percentuale scende, ma non di molto, con l'avanzare dell'età e un individuo di 35-40 anni continua in ogni caso ad utilizzare tra il 60 e il 75% delle calorie per mantenere le funzioni corporee essenziali del nostro organismo per quello che viene chiamato in termini scientifici il cosiddetto Basal Metabolic Rate (BMR). Il resto delle calorie come viene consumato? È presto detto: attraverso l'esercizio fisico quotidiano, ossia banalizzando: il movimento dei muscoli (dal 15 al 30% delle calorie) e badate bene di TUTTI i muscoli (cuore e polmoni inclusi), e la parte rimanente per compensare la differenza termica tra la temperatura corporea e la temperatura esterna (dal 5 al 10% delle calorie). A proposito di quest'ultima cosa, spesso sottovalutata, vi invito solo a riflettere sul fatto che, seppure ormai passiamo la maggior parte della nostra giornata in ambienti chiusi e climatizzati e considerando in questa stagione una temperatura media in questi ambienti riscaldati di 21-22° (razza di inquinatori che siamo!!), si tratta comunque di un “gap” di quasi 15° C da colmare continuamente (ossia per il quale il nostro corpo non smette mai di lavorare, anche di notte), rispetto alla nostra temperatura corporea mediamente di 36,5°!

E adesso veniamo al punto realmente importante: COSA SUCCEDE SE NON MANGIAMO?

Attenzione, nel titolo ho estremizzato parlando di digiuno totale, ma il discorso non cambia di molto se ci limitiamo a pensare ad una assunzione di alimenti al di sotto delle 1.000 Kcal giornaliere. Tenete presente che in media, per una donna sedentaria e di costituzione normale, il solo BMR (vedi sopra) richiede un'assunzione giornaliera di circa 1.400/1.500 Kcal, con ovvie oscillazioni da questa cifra a seconda dell'età e della costituzione (sempre tralasciando le patologie, mi raccomando), ma comunque restando all'interno di un range del 10% in più o in meno rispetto a quella quota. E non dimentichiamoci che a quell'apporto mancano le altre due componenti (attività muscolare e termoregolazione).

Tralasciando qui volutamente tutte le considerazioni sulle cosiddette proprietà “nutraceutiche” del cibo e dei suoi componenti, ossia riguardanti le sue innumerevoli facoltà terapeutiche ma soprattutto preventive nei confronti di tantissime patologie del nostro organismo, ma concentrandoci solamente sulle funzioni vitali elementari, dobbiamo chiederci dove il nostro corpo andrà a reperire l'energia in difetto legata a una carenza nell'assunzione di calorie.
La risposta è presto detta: la prima fonte energetica disponibile per le cellule del nostro corpo consiste nella massa grassa già presente nei nostri tessuti, ossia quello che volgarmente chiamiamo “adipe”. E fin qui siamo allegramente nell'ambito del sogno di tutti coloro che vogliono dimagrire! Pensate: digiunare indefinitamente finché il nostro organismo non si brucia tutte le riserve di grasso disponibili, ovvero tutta la nostra ciccia... Però... Già peccato che ci sia un però...
La fregatura sta nel fatto che il processo di scioglimento dei cosiddetti acidi grassi nelle loro componenti elementari utilizzate per garantire energia alla produzione dei nuovi tessuti e per tutte le altre funzioni vitali è estremamente lento! Molto, ma molto più lento ad esempio di quello necessario per compiere la medesima operazione utilizzando i carboidrati, come sa bene chi pratica sport di lunga durata e deve compensare gli sforzi fatti con un consumo di cibo ad immediato apporto energetico. Cosa succede allora nel frattempo? Il nostro corpo può aspettare? Ovviamente no.
E allora, oltre alla massa grassa, il consumo di risorse comincia subito ad avvenire anche per la cosiddetta massa magra già disponibile, ossia nell'ordine: i muscoli, prima quelli del tronco e poi quelli periferici, si debilitano e perdono la loro elasticità e tonicità, poi è la volta degli organi vitali: cervello (sì, anche quello), fegato, cuore, polmoni, ossia i principali, ma a catena seguono anche quelli residuali, e infine ma non per questo meno importanti: le ossa! Mai sentito parlare di osteoporosi? Cosa pensate che sia se non una manifestazione del progressivo consumo dei componenti della massa ossea quali Calcio, Magnesio e altri minerali. Pensate a come viene accelerato questo processo, che generalmente manifesta i suoi effetti negativi solo in età avanzata, se l'apporto di questi componenti viene a mancare improvvisamente. Sapete cosa vuol dire sedersi troppo bruscamente su una sedia e fratturarsi un femore? O vedere i denti che vi cadono dalla bocca, e non quelli da latte! Ne riparleremo quando avrete novant'anni, spero... Il tutto tacendo di altre conseguenze non meno gravi come scompensi ormonali irreversibili e ripercussioni sull'apparato riproduttivo.
Oltretutto altri studi dimostrano che se da una parte esiste realmente una tendenza nei soggetti sovrappeso che li porta a perdere una maggiore percentuale di tessuto adiposo rispetto al resto dei tessuti corporei utilizzando una dieta ipocalorica, è altrettanto vero che per i soggetti normopeso o addirittura già sottopeso la tendenza è esattamente contraria, ossia i tessuti su cui si concentra la maggiore perdita di peso sono quelli a massa magra.

Tutto questo sta a significare che non c'è soluzione all'esigenza di avere un corpo più tonico e bello e rimanere in buona salute allo stesso tempo? Certo che no. Significa semplicemente che la soluzione non è certo quella di diminuire le calorie in modo indiscriminato e senza una guida (leggi medico, dietologo, nutrizionista o come ti pare) che possa adeguatamente bilanciare il consumo dei vari elementi essenziali al nostro organismo, significa che perdere e soprattutto mantenere un peso-forma e un fisico più tonico passa attraverso dei sacrifici che non sono tanto quelli delle rinunce alimentari, quanto piuttosto una assidua e mirata attività fisica fatta di esercizi spesso noiosi e ripetitivi ma altre volte anche piacevoli e divertenti. Chi mi legge da qualche mese sa come io sia un po' fanatico della forma fisica e che di tanto in tanto mi diverto anche ad aggiornare il mio programma di allenamento settimanale (giusto questo mese farò degli adeguamenti, inserendo nuove variazioni sul tema). Certo, è più faticoso che starsene a casa a guardare la tv per distrarsi e non pensare al cibo, convincendosi di essere forti per il fatto di saper resistere a un bignè alla crema o a un budino al cioccolato, ma infinitamente più salutare, efficace e prodigo di soddisfazioni nel medio e lungo periodo. E soprattutto senza controindicazioni di nessun tipo... Oddio, un certificato di buona salute è meglio farlo prima di mettersi a correre e rischiare l'infarto! Però anche per chi non è al 100% della forma fisica, i sistemi esistono... basta cercarli e volerli.

Se poi uno decidesse che vuole solamente farsi del male in modo consapevole, senza indagare qui sulle ragioni (dal momento che mi ritengo tutt'altro che adatto a giudicare gli altri, visti i numerosi errori che ho fatto più o meno consapevolmente nella mia vita), sono certo che esistono maniere infinitamente meno pericolose per infliggersi dolore fisico e solo per mancanza di tempo non pubblico una selezione di siti di associazioni serissime e perfettamente legali in Italia di seguaci del sadomasochismo (non necessariamente a sfondo sessuale) o dell'autoflagellazione individuale e di gruppo a sfondo più o meno religioso/meditativo. Se infine l'intento è davvero quello di sublimare le proprie sofferenze interiori in una forma di punizione corporale estrema e definitiva, allora rientriamo nel campo delle patologie e come ho detto nella premessa non ci voglio proprio entrare, non avendone le competenze e rischiando solo di urtare la sensibilità di qualcuno, cosa che spero di non aver fatto finora. Se così fosse, me ne scuso in anticipo.


Post Scriptum:
Dopo un post del genere, mi aspetto di tutto. Per cui non fatevi problemi anche se vi va di dire: Ed, tornatene ai tuoi giochetti matematici oppure alle tue pene d'amore del cazzo e non rompere i cosiddetti a chi ha voglia di digiunare! :-D

domenica 3 gennaio 2010

fUoRi Il SoLe DeNtRo DiLuVia


Dedicato a tutti quelli che amano senza preoccuparsi di essere ricambiati.


"e voglio giocare a nascondino e darti i miei vestiti e dirti che mi piacciono le tue scarpe e sedermi sugli scalini mentre fai il bagno e massaggiarti il collo e baciarti i piedi e tenerti la mano e portarti a cena fuori e non farci caso se mangi dal mio piatto e incontrarti da Rudy e parlare della giornata e battere a macchina le tue lettere e portare le tue scatole e ridere della tua paranoia e darti nastri che non ascolti e guardare film bellissimi e guardare film orribili e lamentarmi della radio e fotografarti mentre dormi e svegliarmi per portarti caffè brioches e ciambelle e andare da Florent e bere caffè a mezzanotte e farmi rubare tutte le sigarette e non trovare mai un fiammifero e dirti quali programmi ho visto in tv la notte prima e portarti a far vedere l'occhio e non ridere delle tue barzellette e desiderarti di mattina ma lasciarti dormire ancora un po' e baciarti la schiena e carezzarti la pelle e dirti quanto amo i tuoi capelli i tuoi occhi le tue labbra il tuo collo i tuoi seni il tuo culo il tuo..

e sedermi a fumare sulle scale finchè il tuo vicino non torna a casa e sedermi a fumare sulle scale finchè tu non torni a casa e preoccuparmi se fai tardi e meravigliarmi se torni presto e portarti girasoli e andare alla tua festa e ballare fino a diventare nero e essere mortificato quando sbaglio e felice quando mi perdoni e guardare le tue foto e desiderare di averti sempre conosciuta e sentire la tua voce nell'orecchio e sentire la tua pelle sulla mia pelle e spaventarmi quando sei arrabbiata e hai un occhio che è diventato rosso e l'altro blu e i capelli tutti a sinistra e la faccia orientale e dirti che sei splendida e abbracciarti se sei angosciata e stringerti se stai male e aver voglia di te se sento il tuo odore e darti fastidio quando ti tocco e lamentarmi quando sono con te e lamentarmi quando non sono con te e sbavare dietro ai tuoi seni e coprirti la notte e avere freddo quando prendi tutta la coperta e caldo quando non lo fai e sciogliermi quando sorridi e dissolvermi quando ridi e non capire perchè credi che ti rifiuti visto che non ti rifiuto e domandarmi come hai fatto a pensare che ti avessi rifiutato e chiedermi chi sei ma accettarti chiunque tu sia e raccontarti dell'angelo dell'albero il bambino della foresta incantata che attraversò volando gli oceani per amor tuo e scrivere poesie per te e chiedermi perchè non mi credi e provare un sentimento così profondo da non trovare le parole per esprimerlo e aver voglia di comperarti un gattino di cui diventerei subito geloso perchè riceverebbe più attenzioni di me e tenerti a letto quando devi andare via e piangere come un bambino quando poi te ne vai e schiacciare gli scarafaggi e comprarti regali che non vuoi e riportarmeli via e chiederti di sposarmi e dopo che mi hai detto ancora una volta di no continuare a chiedertelo perchè anche se credi che non lo voglia davvero io lo voglio veramente fin dalla prima volta che te l'ho chiesto e andare in giro per la città pensando che è vuota senza di te e volere quello che vuoi tu e pensare che mi sto perdendo ma sapere che con te sono al sicuro e raccontarti il peggio di me ma cercare di darti il meglio perchè è questo che ti meriti e rispondere alle tue domande anche quando potrei non farlo e cercare di essere onesto perchè so che preferisci così e sapere che è finita ma restare ancora dieci minuti prima che tu mi cacci per sempre dalla tua vita e dimenticare chi sono e cercare di esserti vicino perchè è bello imparare a conoscerti e ne vale di sicuro la pena e parlarti in un pessimo tedesco e in un ebraico ancor peggiore e far l'amore con te alle tre di mattina e non so come non so come non so come comunicarti qualcosa dell'assoluto eterno indomabile incondizionato inarrestabile irrazionale razionalissimo costante infinito amore che ho per te."

(da "Febbre", Sarah Kane - 1998).