venerdì 5 marzo 2010

RaCcOnTo BrEvE


Forse questo raccontino già lo conoscete, forse no... Però mi piaceva condividere con voi questa piccola lettura di oggi.

In questo periodo sono attratto dai mini-racconti. Forse perché io sono prolisso di natura e mi piacerebbe proprio avere il dono di condensare tanto in poche righe. Sto facendo un po' di pratica, magari la prossima settimana vi posto qualche schifezzina mia... :-D

Buon weekend a tutti!!



I giorni perduti (di Dino Buzzati).

Qualche giorno dopo aver preso possesso della sontuosa villa, Ernest Kazirra, rincasando, avvistò da lontano un uomo che con una cassa sulle spalle usciva da una porticina secondaria del muro di cinta e caricava la cassa su di un camion.
Non fece in tempo a raggiungerlo prima che fosse partito. Allora lo inseguì in auto. E il camion fece una lunga strada, fino all’estrema periferia della città, fermandosi sul ciglio di un vallone.
Kazirra scese dall’auto e andò a vedere. Lo sconosciuto scaricò la cassa dal camion e, fatti pochi passi, la scaraventò nel dirupo che era colmo di migliaia e migliaia di altre cassi uguali.
Si avvicinò all’uomo e gli chiese: –Ti ho visto portar fuori quella cassa dal mio parco. Cosa c’era dentro? E cosa sono tutte queste casse?
Quello lo guardò è sorrise: –Ne ho ancora sul camion, da buttare. Non sai? Sono i giorni.
–Che giorni?
–I giorni tuoi.
–I miei giorni?
–i tuoi giorni perduti. I giorni che hai perso. Li aspettavi, vero? Sono venuti. Che ne hai fatto? Guardali, intatti, ancora gonfi. E adesso?
Kazirra guardò. Formavano un mucchio immenso. Scese giù per la scarpata e ne aprì uno.
C’era dentro una strada d’autunno, e in fondo Graziella, la sua fidanzata, che se n’andava per sempre. E lui neppure la chiamava.
Ne aprì un secondo e c’era dentro una camera d’ospedale, e sul letto suo fratello Giosuè che stava male e lo aspettava. Ma lui era in giro per affari.
Ne aprì un terzo. Al cancelletto della vecchia misera casa stava Duk, il fedele mastino, che lo aspettava da due anni, ridotto pelle e ossa. E lui non si sognava di tornare.
Si sentì prendere da una certa cosa qui, alla bocca dello stomaco. Lo scaricatore stava dritto sul ciglio del vallone, immobile come un giustiziere.
–Signore! – gridò Kazirra. –Mi ascolti. Lasci che mi porti via almeno questi tre giorni. La supplico. Almeno questi tre. Io sono ricco. Le darò tutto quello che vuole.
Lo scaricatore fece un gesto con la destra, come per indicare un punto irraggiungibile, come per dire che era troppo tardi e che nessun rimedio era più possibile. Poi svanì nell’aria, e all’istante scomparve anche il gigantesco cumulo delle casse misteriose.
E l’ombra della notte scendeva.

14 commenti:

  1. Ho letto "Il Segreto Del Bosco Vecchio" di Buzzati =).. molto bello ^^.
    Magari appena posso vado ad ordinare anche questo =D.
    Sembra interessante ^^.

    Non vedo l'ora di leggere "qualche schiffezzina tua" XD.

    Un bacione!

    ~DirtyAna

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  2. Giusto per prepararmi al rientro...xD

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  3. La storia di quest'uomo che vede con orrore i propri giorni perduti mi sta costringendo a pormi degli interrogativi sugli effetti e le conseguenze delle mie azioni...quelle compiute e quelle mancate, entrambe spesso irreversibili...
    In un certo senso, sembra inevitabile che determinate condizioni spingano a relative scelte, ma poi l'esperienza insegna che forse la vita sarebbe stata diversa, probabilmente piu' felice...
    A volte non e' ben chiaro che c'è un'occasione, e magari ce ne rendiamo conto quando e' troppo tardi.
    Dovremmo concentrarci sul presente e chiederci: " c'è forse qualcosa che dovrei fare adesso perche' questo giorno non vada perduto?".
    Ci voleva questo racconto, corto ma dal valore inestimabile...
    Ti voglio bene.
    Dony

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  4. Ho appena pubblicizzato l'incontro di martedì sul mio nuovo post;)
    Ci sentiamo presto in chat, magari domani se ti fai beccare facciamo due chiacchere..
    Io son tornata stamattina, ero col mio ragazzo.
    Fatti sentire e conferma la tua presenza per il 21 appena puoi.

    Un abbraccio

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  5. ....a volte devo prendere la metropolitana per andare da qualche parte e sono in anticipo.Se prendessi quella dopo potrei essere in perfetto orario,ma non lo faccio...Quella dopo potrebbe non passare...

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  6. Particolarmente intenso...i giorni perduti...
    le cose perdute..le persone perse... il "perdere" è un sentire doloroso e forte.
    Tuttavia...perdere qualche cosa può anche a volte significare acquistarne o trovarne un'altra.
    A volte piace perdere noi stesse a me e Alice, perdite sia fisiche che mentali.
    Un buon lunedì...iO e Alice

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  7. Mi piace molto Buzzati.
    Grazie per avermi ricordato questo racconto!!

    Domani dovrei riuscire ad esserciiiiiii!!! ^^

    Ti abbraccio fortissimo E.d, ma forte forte!
    Però senza farti male! =D

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  8. bonjour Ed...
    ho visto che sei sul blog in questo preciso momento e perciò passo per un saluto! grazie anche per la riflessione a commento del mio post.. ma sai - tu apri un grosso problema, su cui ci sarebbe molto da dire. Sarebbe giusto che anche sul lavoro ci fosse un'etica e una condivisione per cui non si fanno ragionamenti cinici, allo stesso tempo è normale che chi deve assumere cerchi di tutelarsi... anche perché:
    1. se, e sottolineo SE: è SERIO, e assume davvero, poi in Italia non si può mai più licenziare (e basta vedere quello che è successo con quelli che rubavano all'Alitalia per togliere ogni dubbio)
    2. proprio per questo molti cercano un posto fisso per adagiarvisi scaricando il lavoro sugli altri... anche questa è una verità, non c'è niente da fare...
    Ma si entra in un ginepraio.
    Io con quel post volevo osservare un'altra cosa: mi sembra inizi una sorta di INVERSIONE di tendenza a livello delle percezioni che FANNO MODA.
    Il che, se fosse vero, sarebbe anche un cambiamento epocale.. magari ho le traveggole, ma è un argomento che mi sembra particolarmente importante..
    baci!!!

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  9. PS-- grazieeee!!!! per i cioccolatini, li apprezzo come se, invece che alle tue colleghe, li avessi offerti a me!
    nn intendevo certo quel tipo di "lotta" che rovescia i cioccolatini in faccia a un adorabile maschio solidale.. ♥

    ♥ ♥




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  10. Ed Ed Ed Ed! ♥
    (ieri sera ho visto Alice e quando c'era il Mad Hatta pensavo a te, perchè la mia mente vive di connessioni visive e pensavo all'avatar. Mah)

    Stasera ho una cena col parentado, ma a qualunque ora torni proverò a correre nella stanza! ♪

    With love ♥
    Greta

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  11. Ridere di voi mai...
    Siete troppo fantastici, specie chi si e' offerto di calarsi nelle nere acque per salvarmi da una triste sorte...
    E qui ho riso davvero, per poco, ma giuro che ho riso di gusto nell'immaginarmi la scena!!!
    Buona chattata!

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  12. Sono arrivata tardi anche stavoltaaaaaaaa!!!!
    UFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFF

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  13. Ciao Edward, ci sono rimasta di sasso leggendo questo racconto chissà quante casse avrò accumulato io nella mia di vita...è toccante questo racconto sopratutto per l'ambientazione..l'ambiente attorno diviene all'improvviso surreale, come in un incubo...e le persone care una volta aperte le casse e come se soffrissero per sempre lì dentro ad aspettare il protagonista che non potrà mai andare da loro...sono lì, irraggiungibili e sfuggenti per l'eternità.... così percepisco io questo racconto.
    è destabilizzante, ma molto bello...
    bacio:*

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  14. Ciao Ed,ieri avrei voluto partecipare,ma non so perchè la chat mi inibisce...In realtà non ho mai chattato,quindi non so nemmeno com'è,poi so di essere imbranata,forse è anche per quello...

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