sabato 25 dicembre 2010

RaCcOnTo Di NaTaLe



Giovanni premette il pulsante di accensione del suo materializzatore 4-D e la stanzetta del piccolo monolocale in cui viveva ormai da otto mesi e mezzo si popolò immediatamente di sagome colorate. Dai diffusori intanto, una voce suadente ripeteva per l'ennesima volta che anche quell'anno in occasione della festività di Icsmas nessuna donna avrebbe potuto fare a meno di quel tale profumo con la boccetta a forma di testa di cavallo, né tanto meno i maschi di quell'orologio da polso con ottanta diverse funzioni programmabili, tra cui la possibilità di ordinare a distanza il cappuccino nel proprio bar preferito ed entrare nel locale in sincronia con il servizio al vostro tavolo del cameriere, proprio come il tizio della pubblicità che stava passando ora. Per non parlare dei nuovi materializzatori a 5-D che ormai tutti i suoi colleghi avevano già acquistato o prenotato da tempo e che per lui sarebbero rimasti un sogno proibito chissà ancora per quanto. Il giorno prima, ascoltando il notiziario che parlava degli strani festeggiamenti in un piccolo e arretratissimo paesino della Colombia, si era ricordato per un attimo che quando era ancora un bimbo suo nonno gli raccontò che anticamente quella festa si era chiamata "Natale" e così era avvenuto per moltissimi anni, fin quando sui mezzi di informazione di colpo avevano smesso di darle quel nome e in breve tutti si erano adeguati all'idea che il nome di quel giorno di fine dicembre non potesse essere che Icsmas e che Icsmas fosse null'altro che il giorno dell'anno dedicato ai regali.
Già, restava il fatto che mancavano solo due giorni alla fatidica data e lui non aveva la minima idea di come avrebbe fatto a procurarsi un regalo per lei. Non aveva in mente una gran cosa, per carità, un braccialetto, un ciondolo con un brillantino o qualcosa del genere. Non voleva mica metterla in imbarazzo, in fondo con Paola si conoscevano appena. Lei aveva cominciato a lavorare alla reception appena un mese prima e in quel poco tempo si era creata una simpatia fatta di sorrisi, rapidi ma intensi sguardi e quelle poche parole scambiate al mattino prima di salire al piano dove si trovava il reparto vendite, quando usciva per la pausa pranzo e molto più raramente alla sera finito il lavoro, dato che lei cominciava molto presto e usciva sempre almeno un'ora prima di lui. Forse quella simpatia era solo uno dei suoi soliti castelli in aria, visto che non poteva sapere se si trattasse della normale cortesia di una nuova arrivata nei confronti dei colleghi più "anziani", però chissà. Magari invece anche lei non aspettava altro che un suo cenno, un gesto, un invito... Ecco, dopo averle dato il regalo magari l'avrebbe invitata da qualche parte per passare insieme l'ultimo dell'anno. Per una volta, lui che non faceva mai il primo passo, avrebbe tanto voluto buttarsi.
Quel pomeriggio maledetto, appena uscito dal lavoro aveva fatto un'attenta e meticolosa esplorazione dei negozi del centro per trovare un oggetto carino da portarle la mattina dopo, l'ultima possibilità che aveva prima della chiusura dei loro uffici. Era stato un fallimento totale. In ogni posto dove era entrato, anche l'oggettino più piccolo che potesse ritenersi degno della sua attenzione aveva un costo incomparabile con lo stato delle sue finanze. La scena era sempre la stessa: appoggiava l'occhio nel monocolo del sistema di riconoscimento e la signorina guardando un po' schifata il display ma con la solita voce tanto educata quanto inespressiva diceva: "Mi dispiace molto signore, ma lei non ha crediti sufficienti per acquistare questo prodotto". E mentre malediceva il giorno in cui aveva comprato quel dannato rasoio elettronico a 15 lame roteanti, pensava a quanti giorni sarebbero dovuti ancora passare prima di avere il suo prossimo stipendio e potere finalmente tornare a sentirsi un consumatore come tutti gli altri e non già un residuo di cacca da asportare con lo spazzolone del water che era più o meno ciò che meglio rispondeva allo sguardo della cassiera di prima.
All'improvviso gli venne in mente uno degli spot della pubblicità locale che aveva visto distrattamente il giorno prima sullo schermo a pavimento del suo ascensore di casa, mentre scendeva i 43 piani che separavano il suo appartamento dalla terraferma. Parlava di un centro medico proprio vicino a casa sua che offriva crediti in cambio di donazioni di sangue. Già, perché nessuno si sognerebbe di dare gratis il proprio sangue a qualcun altro, ci mancherebbe. Eppure si racconta che un tempo la gente lo facesse, chissà se è vero. Ad ogni modo, perché non provare? La mattina dopo si sarebbe svegliato molto presto e prima di andare al lavoro sarebbe passato da quel centro. Poi di volata al negozio dove c'era quella stronza di cassiera, giusto per vedere come cambiava stavolta la sua faccia mentre faceva il pacchettino. E poi sempre di corsa al lavoro, giusto in tempo per l'ultimo ingresso del mattino prima che chiudessero i tornelli in entrata. E passato quel tornello, lei! Sì, voleva che la sua piccola sorpresa fosse per Paola il momento più bello di quella giornata di lavoro. E non voleva farla aspettare.
Immaginate quale fu invece la sua di sorpresa quando la mattina dopo, entrando trafelato nell'atrio di quel palazzone con il suo bel sacchettino in mano, vide che dietro al banco della reception Paola non c'era. Totalmente incredulo e con gli occhi vitrei al limite del pianto Giovanni si rivolse alla collega più anziana seduta a fianco della postazione vuota chiedendo spiegazioni. "Paola ha telefonato stamattina dicendo che non viene", gli disse, "pare che abbia suo padre in ospedale che sta molto male". Per un attimo lui restò senza parole, indeciso su cosa fare e del tutto incapace di pensare. Poi recuperò la lucidità, si fece dire se sapevano in quale ospedale fosse e andò dal suo capo ad avvertire che avrebbe preso una mattinata di permesso. Sapeva già quanto avrebbe rognato quest'ultimo, ma che andasse al diavolo! In quel momento Giovanni non si sarebbe fermato davanti a nulla, nemmeno di fronte a una minaccia di licenziamento in tronco.
All'accettazione dell'ospedale, dove si spacciò pietosamente per un nipote acquisito dell'infermo, pregò in silenzio di essersi ricordato bene il suo cognome, ma per fortuna dopo una trentina di secondi che a lui parvero ore, l'infermiera disse che il paziente era appena uscito dalla rianimazione e che per ora c'erano solo i parenti ad assisterlo. Tuttavia, l'orario delle visite sarebbe cominciato tra dieci minuti e quindi se avesse avuto un po' di pazienza avrebbe potuto trovarlo al terzo piano stanza 33.
In quei dieci minuti si ripeté mentalmente almeno 150 volte la frase di circostanza che avrebbe voluto dirle per non sembrare inopportuno a presentarsi lì in un momento per lei così drammatico. La ripassò così bene che non appena se la trovò di fronte seduta nelle poltroncine di plastica della sala d'aspetto del terzo piano disse solo...

- Ciao...
Lei sollevò appena la testa, scoprendo due occhiaie terribili. Lui riuscì a trovarla attraente anche così.
- Ciao Giovanni... Che ci fai qui?
Ecco, lo sapevo! Figura di merda. Proprio l'opposto di quello che avrei dovuto fare. E non mi viene niente da dire, cazzo, cazzo, cazzo... Ci pensò lei a toglierlo dall'imbarazzo.
- Sei stato carino a venire. (sorriso luminoso) Pensa che delle mie amiche non mi ha chiamato nessuna. Stronze! Sì, una di loro mi ha mandato pure un messaggio sul palmare per chiedermi come andava, figurati un messaggino! Troppo impegnate a comprare quegli stupidi regali di Icsmas...
Istintivamente Giovanni nascose dietro le spalle la mano che reggeva il pacchetto. Si sentiva ancora abbastanza stupido lì in piedi come un salame davanti a lei, ma adesso un po' meno di prima. E soprattutto lei gli aveva sorriso... E lui stava per svenirle davanti. Finalmente riuscì a spiccicare almeno due parole.
- Ma tuo padre come sta? Che gli è successo?
- Ora è fuori pericolo per fortuna, ma ce la siamo vista veramente brutta. Ieri mattina ha avuto un incidente con la macchina e aveva una ferita profondissima alla gamba. Ha perso moltissimo sangue e i medici non sapevano come fare perché devi sapere che lui ha un gruppo sanguigno molto raro e nelle banche del sangue non riuscivano a trovare nulla che fosse compatibile... Poi stamattina è successo il miracolo. Hanno chiamato dal centro trasfusionale e hanno detto che proprio stamattina un ragazzo si era presentato prestissimo, praticamente all'apertura, per donare il sangue e come per miracolo, appunto, il suo gruppo sanguigno era proprio quello di mio papà. Ovviamente loro sapevano che all'ospedale erano in attesa e hanno portato qua di corsa le sacche refrigerate per la trasfusione. Il primario ha detto che avrebbe resistito al massimo un'altra ora, forse meno...
- Veramente?
- Sì, te l'ho detto. A me è sembrato un segno soprannaturale. Lo so che è stupido pensarlo, ma per un attimo ho pensato a... Ma tu cos'hai? Sei pallidissimo... E poi... Ma stai piangendo?
- No, no... Figurati... ehm... E' solo che ho fatto le scale troppo di corsa...
- Le scale, ma se sei arrivato con l'ascensore qui di fronte... (ride) E quel sacchetto che tieni in mano che cos'è?
- Ah, niente, i resti della mia colazione... Anzi, visto che qui c'è un cestino... A proposito, che programmi hai per Capodanno?

mercoledì 17 novembre 2010

A cOsA sErVe La CuLtUrA?


La settimana scorsa, mio figlio di dodici anni mi ha chiesto: "papà, ma a che serve studiare la storia?"
Confesso che sulle prime ho dovuto riflettere un bel po' per dargli una risposta convincente e anche dopo, ripensandoci, non so se sono riuscito a rendere credibile il mio pensiero secondo cui non si può dividere la vita (e quindi la propria cultura) in compartimenti stagni e di conseguenza ogni tassello è importante per costruire il proprio pensiero, anche sapere che il cardinale Mazzarino, successore di Richelieu come primo ministro francese, era in realtà italiano e non francese come pensano molti credendo che nei libri di storia venga italianizzato il nome francese Mazarine quando invece è avvenuto esattamente il contrario, o piuttosto che la parola salario trae origine dal fatto che anticamente i soldati romani venivano pagati in natura, quindi molto spesso con del sale (da cui "salarium" appunto), che era tra i beni di prima necessità più apprezzati.

Quello che è certo è che la scuola di oggi non aiuta per niente i ragazzi a capire il perché sia importante accrescere il proprio bagaglio culturale collegando tra loro i vari tasselli e soprattutto non li stimola a creare legami concreti tra ciò che studiano e la loro vita di tutti i giorni, né tanto meno tale compito viene assolto dai mass media, che anzi creano continue distonie nelle giovani generazioni proponendo modelli basati unicamente sul concetto di uso e consumo, possibilmente rapido, instillando in loro il concetto che tutto ciò che ha più di 10 anni è superato e quindi inutile. Non che in un recente passato tutto fosse diverso, intendiamoci, ma certo è che più progredisce il mondo (ormai non possiamo nemmeno più dire "il mondo occidentale", visto che i nostri modelli cosiddetti "evoluti" li abbiamo esportati ovunque e anche in Cina hanno il loro bel McDonald's all'angolo e la Wii nel salotto di casa al posto dei libri) e paradossalmente meno importanza assumono la conoscenza e le diversità culturali almeno agli occhi di chi ci governa, vista la rilevanza che viene data alla loro salvaguardia. E' della scorsa settimana la notizia che l'Italia è ultima tra i paesi dell'UE nella percentuale di spesa pubblica dedicata alla cultura (0,2% sul totale), ma non che gli altri siano molto più virtuosi di noi, non crediate.

Per chiudere, visto che ho la fortuna di avere lettori giovani nel mio blog, mi piacerebbe fare una domanda a chi dalla scuola (primaria e secondaria intendo, ma anche pensando all'università il discorso potrebbe non essere troppo diverso) è uscito da poco, oppure ancora ci bazzica dentro. Vi è mai capitato che un vostro professore in aula nel bel mezzo della sua lezione vi chiedesse: "e voi che ne pensate?". Beh, l'ho chiesto a mio figlio e la risposta è stata: no.
Desolatamente, no.

Penso che questo "no" da solo dica tutto, senza bisogno di riflettere su quanto ho scritto in precedenza.

sabato 6 novembre 2010

PeR tE...


Dopo tanta latitanza, voglio dedicare un post alla persona che è al centro dei miei pensieri...

Più che di un vero e proprio post, si tratta di una serie di parole. Non sapevo come girarle, non volevano stare insieme, come quando si fa un impasto per una torta e gli ingredienti non vogliono saperne di amalgamarsi. Alla fine ho dovuto rassegnarmi e buttarle giù e basta, una sopra l'altra... Le trovate qui sotto.


chiedimi tutto ma non mi chiedere nulla

in questo momento non so essere meno triste di quello che sembro

agito il cervello prima dell'uso per non pensare a quello che uscirà dalla mia bocca

se credo finalmente di aver raggiunto la fine delle mie preoccupazioni allora perché la mia testa mi dice che sono ancora vivo?

ho un corpo pieno zeppo di buchi da riempire... per vederli tutti, due occhi soli non ti bastano.

venerdì 24 settembre 2010

uN sItO cHe TuTtI dEvOnO cOnOsCeRe


Vengo ora dal blog di Donatella, dove ieri lei stessa ci ha aggiornato con un post sulle sue condizioni di salute dopo il ricovero d'urgenza al quale è stata costretta a sottoporsi per il suo disturbo alimentare.

Le notizie già le avrete lette se siete anche voi passati di là, non sono buone e nemmeno cattive, sono le stesse che potrebbe dare qualsiasi persona che si trovi nelle sue condizioni, ossia nelle mani dei medici e con la speranza (che è anche la mia) che intanto la rimettano in piedi prima possibile. Se non altro la sua fortuna è quella di essere in un ambiente a lei familiare, visto che l'ospedale dove si trova è lo stesso in cui lavora. Ma mi accorgo che sto replicando le stesse informazioni che trovate anche sul suo blog, oltretutto cose che lei sta provando sulla sua pelle e che mi sento inadeguato a raccontare io, anche perché non è questo che volevo fare.

Mentre scrivevo l'ennesimo commento al suo post, facendole capire quanto vorrei esserle vicino e poterle trasmettere un po' di forza, mi è balzato davanti agli occhi il commento di un'altra sua lettrice, Mia Wallace (spero non si offenderà se la cito qui), che segnalava un sito web dove reperire informazioni su tutti i centri medici/ospedalieri e le associazioni a livello nazionale che si occupano di trattare e curare i disturbi del comportamento alimentare. Ho pensato che per una volta potevo anche non limitarmi semplicemente a scrivere quanto le sto vicino ora che sta così male, a mandare abbracci virtuali e aspettare il prossimo aggiornamento...

Ho pensato che una cosa così importante come l'esistenza di quel portale web forse ha bisogno di più risalto. Forse sono l'unico che ignorava l'esistenza di un sito del genere e forse sono anche il solo a non sapere che questo sito è fatto tremendamente bene e che per una volta i soldi pubblici (il sito è realizzato dal ministero della salute) sono stati spesi come si deve!

Forse... appunto.

Ma se così non fosse, allora vorrebbe dire che ci sono altre persone come me (non certo Mia, che ringrazio e a cui non voglio certo togliere il merito di aver fatto per prima la segnalazione) che non sapevano che esistesse un modo così semplice e diretto, con informazioni dettagliatissime e un motore di ricerca semplicissimo da usare, per trovare la struttura più vicina a voi, quella con le caratteristiche che vi sembrano più idonee, oltre a un sacco di altri dati, documenti, aiuti per chi letteralmente "non sa che pesci prendere" (io ero uno di questi e, quando mi sono trovato a cercare aiuto per un'amica con gli stessi problemi, avrei davvero voluto che qualcuno mi segnalasse subito che esisteva un'opportunità del genere).

Ecco il link che invito tutti (chi soffre, ma anche chi sta vicino a chi soffre) a visitare per non rinunciare a farsi aiutare a qualsiasi livello lo vogliate fare:




Forse non sono nemmeno il primo che ha segnalato questo sito qui sul mondo dei blog (penso a persone come Veggie, Michiamomari, o altre che seguo e che stimo per quello che stanno facendo per aiutare ragazze in difficoltà). Di sicuro non vorrei essere l'ultimo che lo fa. Anzi, se potete vi propongo di richiamarlo anche nei vostri blog o dovunque altro pensate sia utile farlo affinché abbia maggiore visibilità e per lo meno tutti ne conoscano l'esistenza. Poi come sempre sta a noi decidere se vogliamo o meno farci aiutare, ma l'importante è che non ci si senta spaesati come lo sono stato io quando non sapevo a chi rivolgermi.


Se riesco, provo anche a fare un banner o qualcosa di simile da diffondere sui blog. Vi aggiorno prossimamente.

mercoledì 25 agosto 2010

UnA gOcCiA


Buongiorno gente!
Oggi vi posto questo racconto del più kafkiano degli scrittori italiani (anche se ho letto che lui odiava essere accostato a Kafka, chissà perché poi? O forse si capisce benissimo...).
In ogni caso, spero vi piaccia come è piaciuto a me!
Buon fine estate da...

E.d

P.S. un’ultima cosa: insieme a Enigma e Fighter stiamo organizzando un incontro (pare a Milano ma non è ancora sicuro al 100%) per domenica 19 settembre. Un’ottima occasione per incontrare (e in qualche caso rivedere) tante persone che ho conosciuto qui su blogger!!
Sui nostri blog (il mio e quello di Eni e Fighter) ci saranno presto i dettagli di questo appuntamento a cui NON POTETE MANCARE!!

UNA GOCCIA (D. Buzzati)

Una goccia d'acqua sale i gradini della scala. la senti? disteso nel buio, ascolto il suo arcano cammino. Come fa? Saltella? Tic, tic si ode a intermittenza. Poi la goccia si ferma e magari per tutta la rimanente notte non si fa più viva. Tuttavia sale. Di gradino in gradino viene su, a differenza delle altre gocce che cascano perpendicolarmente in ottemperanza alla legge di gravità, e alla fine fanno un piccolo schiocco, ben noto in tutto il mondo. Questa no: piano piano si innalza lungo la tromba delle scale lettera E dello sterminato casamento. Non siamo stati noi, adulti, raffinati, sensibilissimi, a segnalarla. Bensì una servetta del primo piano, squallida piccola ignorante creatura.
Se ne accorse una sera, a ora tarda, quando tutti eran già andati a dormire. Dopo un po' non seppe frenarsi, scese dal letto e corse a svegliare la padrona.
"Signora" sussurrò "signora!"
"Cosa c'è?" fece la padrona riscuotendosi. "Cosa succede?"
"C'è una goccia, signora, una goccia che vien su per le scale!"
"Che cosa?" chiede l'altra sbalordita.
"Una goccia che sale i gradini!" ripeté la servetta, e quasi si metteva a piangere.
"Va, va" imprecò la padrona "sei matta? Torna in letto marsch! Hai bevuto, ecco il fatto vergognosa. E' un romanzo che al mattino manca il vino nella bottiglia! Brutta sporca, se credi..."
Ma la ragazza era fuggita già rincattucciata sotto le coperte. "Chissà cosa le sarà mai saltato in mente, a quella stupida" pensava poi la padrona, in silenzio, avendo ormai perso il sonno. Ed ascoltando involontariamente la notte che dominava sul mondo, anche lei udì il curioso rumore. Una goccia salire le scale, positivamente. Gelosa dell'ordine, per un istante la signora pensò di uscire a vedere. Ma che cosa mai avrebbe potuto trovare alla miserabile luce delle lampadine oscurate, pendule dalla ringhiera? Come rintracciare una goccia in piena notte, con quel freddo, lungo le rampe tenebrose?
Nei giorni successivi, di famiglia in famiglia la voce si sparse lentamente e adesso tutti lo sanno nella casa, anche se preferiscono non parlarne; come di cosa sciocca di cui forse vergognarsi. Ora molte orecchie restano tese, nel buio, quando la notte è scesa a opprimere il genere umano. E chi pensa a una cosa, chi a un'altra.
Certe notti la goccia tace. Altre volte invece, per lunghe ore non fa che spostarsi, su, su, si direbbe che non si debba più fermare. Battono i cuori allorché il tenero passo sembra toccare la soglia. Meno male, non si e' fermata. Ecco che si allontana, tic, tic, avviandosi al piano di sopra. So di positivo che inquilini dell' ammezzato pensano di essere ormai al sicuro. La goccia - essi credono - è già passata davanti alla loro porta, né avrà più occasione di disturbarli; altri, ad esempio io che sto al sesto piano, hanno adesso motivi di inquietudine, non più di loro. Ma chi gli dice che nelle prossime notti la goccia riprenderà il cammino dal punto dov'era giunta l'ultima volta, o piuttosto non ricomincerà da capo, iniziando il viaggio dai primi scalini, umidi sempre ed oscuri di abbandonate immondizie? No, neppure loro possono ritenersi sicuri. Al mattino, uscendo di casa, si guarda attentamente la scala se mai sia rimasta qualche traccia. niente, come era prevedibile, non la più piccola impronta. Al mattino del resto chi prende più questa cosa sul serio? Al sole del mattino l'uomo e' forte, e' un leone, anche se poche ore prima sbigottiva. O che quelli dell'ammezzato abbiano ragione? Noi del resto che prima non sentivamo niente e ci si teneva esenti, da alcune notti pure noi udiamo qualcosa. La goccia è ancora lontana, è vero. A noi arriva soltanto un ticchettio leggerissimo, flebile eco attraverso i muri. Tuttavia è segno che sta salendo e si fa sempre più vicina. Anche il dormire in una camera interna, lontana dalla tromba delle scale, non serve. Meglio sentirlo, il rumore, piuttosto che passare le notti nel dubbio se ci sia o meno. Chi abita in quelle camere riposte talora non riesce a resistere, sguscia in silenzio nei corridoi e se ne sta in anticamera al gelo, dietro la porta, col respiro sospeso, ascoltando. Se sente, non osa più allontanarsi, schiavo di indecifrabili paure. Peggio ancora però se tutto è tranquillo: in questo caso come escludere, che appena tornati a coricarsi, proprio allora non ricominci il rumore?
Che strana vita, dunque. E non poter fare reclami, né tentare rimedi, né trovare una spiegazione che sciolga gli animi. E non poter neppure persuadere gli altri, delle altre case, i quali non sanno. Ma che cosa sarebbe poi questa goccia: - domandano con esasperante buona fede - un topo forse? Un rospetto uscito dalle cantine? No davvero. E allora - insistono - sarebbe per caso una allegoria? Si vorrebbe, per così dire, simboleggiare la morte? O qualche pericolo? O gli anni che passano? Niente affatto, signori: è semplicemente una goccia, solo che viene su per le scale. O più sottilmente si intende raffigurare i sogni e le chimere? Le terre vagheggiate e lontane dove si presume la felicità? Qualcosa di poetico insomma? No, assolutamente. Oppure i posti più lontani ancora, al confine del mondo, ai quali mai giungeremo? Ma no, vi dico, non è uno scherzo, non ci sono doppi sensi, trattasi ahimè proprio di una goccia d'acqua, a quanto è dato presumere, che di notte vien su per le scale. Tic,tic misteriosamente, di gradino in gradino.
E perciò si ha paura.

lunedì 16 agosto 2010

DrEaMs

“Odette, la vuoi finire con quel cazzo di ticchettio? Sto cercando di dormire”.
L’urlo di quel balordo di mio padre proveniente dalla stanza di fianco mi penetra nelle orecchie sgretolando di colpo i miei pensieri come il gracchiare di uno stormo di corvi sbucato all’improvviso da chissà dove a distruggere la visione di uno splendido tramonto.
Prendo a rileggere sullo schermo del notebook la lettera per mio fratello. È l’unico a cui mi sento di lasciare almeno due righe di spiegazione. Certamente nulla avrei da dire a quella bestia che ora già sento russare di nuovo in camera mia... ----------- il resto se vi va potete leggerlo qui sul Forum dei Forsennati!

Un saluto e buon proseguimento di vacanze da E.d!!

lunedì 9 agosto 2010

EpIfAnIe




Detesto la pubblicità.
E tutto ciò che rappresenta in questa società sempre più gretta, superficiale ed ignorante.
La cosa tragica è che non vedo soluzioni all'orizzonte che non siano catastrofi naturali!!

Perdonate lo sfogo... A proposito di pessimismo cosmico :-), chiudo con una piccola citazione dalla mia ultima lettura (J. Joyce, Gente di Dublino):

"Un battere leggero sui vetri lo fece voltare verso la finestra. aveva ripreso a nevicare. assonnato guardava i fiocchi neri e argentei cadere obliqui contro il lampione. era venuto il momento di mettersi in viaggio verso ovest. i giornali dicevano il vero: c'era neve dovunque in Irlanda. Neve cadeva su ogni punto dell'...oscura pianura centrale, sulle colline senza alberi; cadeva piano sulle paludi di Allen e, più a occidente, sulle fosche onde rabbiose dello Shannon. e anche là, sul cimitero deserto in cima alla collina. s'ammucchiava alta sulle croci contorte, sulle tombe, sulle punte del cancello e sui roveti spogli. E l'anima lenta gli svanì nel sonno mentre udiva la neve cadere lenta su tutto l'universo, lenta cadere come la discesa della loro ultima fine su tutti i vivi, su tutti i morti."

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Ultima nota a margine che riguarda il Premio Dardos, che ho avuto l'immeritato onore di ricevere da alcuni miei lettori (grazie ancora!). Il regolamento del premio recita così:

Il premio Dardos viene assegnato dai blogger a blog meritevoli per contenuti di carattere culturale, etico e/o letterario.

Se vieni nominato negli elenchi sei invitato a:
1) accettare e comunicare il regolamento, visualizzando il logo del premio;
2) linkare il blog che ti ha designato;
3) premiare altri 15 blog meritevoli (compreso quello che ti ha premiato, se vuoi), avvisandolo del premio.

Eccomi dunque ad assegnare il premio a mia volta ai seguenti bloggers (in rigoroso ordine alfabetico):

- aisling
- aliceandmyworld
- contra
- donatella
- enigma

- fighter
- greta
- imperfect
- kiara
- leda
- lovetobebones
- michiamomari
- musidora

- mynameis
- veggie


La motivazione del premio, valida per tutti, è la seguente: "per la loro capacità di trasmettere, attraverso forme variegate, differenti contenuti, svariati stili di comunicazione e pur con tutti gli alti e bassi che ognuno di noi attraversa nella propria vita, un'unico GRANDE MESSAGGIO: vale la pena lottare ogni giorno per essere PERSONE MIGLIORI".

Un abbraccio a tutte/i.

E.d

mercoledì 28 luglio 2010

MaNi A pOsTo



"Harry si balocca con le mani. Il problema di che fare delle mani lo ha sempre travagliato, le sente come sgraziate appendici. Se le ritrova sempre nei posti sbagliati - chiuse tra i battenti di una porta, curiosamente alzate nelle fotografie, imprigionate sotto la moglie dormiente - e oggi non fa eccezione. La sua soluzione preferita, mani in tasca, gli pare un po' troppo disinvolta per la circostanza. Prova a congiungerle davanti all'ombelico, ma sa ridicolmente di pio. Mani dietro la schiena è troppo marziale, più guardia d'onore che marito. E così, come tante volte in passato, decide di lasciarle cadere inerti lungo i fianchi, pennoni abbandonati dal vento."

("Harry, rivisto." di Mark Sarvas, Adelphi, 2009).

E così dopo tre mesi di silenzio, un tempo lungo anche per uno come me a cui le attese non sembrano pesare eccessivamente, decido di tornare a scrivere... {il resto del post lo trovate qui sul FORUM DEI FORSENNATI}

giovedì 22 aprile 2010

FiNe DeLlE tRaSmIsSiOnI



...almeno per il momento.

Ho deciso di non postare più su questo blog.

Mi ci ero affezionato, non lo nego, ma le motivazioni che mi portavano a tenerlo in piedi stanno progressivamente scemando. Lo lascerò comunque aperto e continuerò volentieri a frequentare gli altri blog delle fantastiche persone che ho conosciuto grazie a lui.

E per la verità non smetterò neppure di scrivere, per la vostra disperazione... :D

Solo che ho deciso di dedicare anima e forbici al Forum dei forsennati, quindi se avrete nostalgia di me (?), mi troverete là... Dai, non mi lasciate troppo solo!!

Adios!!
(che in spagnolo non vuol dire addio, ma qualcosa di più simile al nostro "ci vediamo"... :D)

E.d

giovedì 8 aprile 2010

StUpIdAgGiNi


Una lode
Gode
Chi ode.
Troppa lode
Erode
Chi l'ode.

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Canto
Di quel fuggito vanto
Il disincanto
E di chi oggi vedo affranto
Rimpiango tanto
Il tacermi accanto.

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Inserti
Di certi
D'umana mente esperti
Vanamente cerco nei deserti
Dei miei pensieri inerti

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E dopo questa collezione di sciocchezze (per usare un eufemismo ed evitando volutamente un linguaggio particolarmente scurrile) del giovedì pomeriggio, finalmente una cosa seria... :-D

Il Forum dei forsennati continua a crescere, ma ha bisogno costante di nuova linfa! Venite a trovarci numerosi!! Commentate, scrivete, leggete, partecipate... xD xD

Lì sopra scrivo cose un po' più serie, ma soprattutto ci scrivono tante altre persone assai più in gamba di me, per cui non rischierete certo di annoiarvi!!

A tal proposito, qui trovate anche la sintesi dell'ultima chat del 31 marzo in cui ci siamo trovati per fare il punto della situazione su come sta crescendo la nostra creaturina.... Grazie ancora a tutti quelli che erano presenti!!

Buon weekend a tutti!

lunedì 29 marzo 2010

QuEeN bOuDiCa


Io: non è possibile, tu stai guardando proprio me...
Boudica: is àil liom...
Io: dimmi qualsiasi cosa e io la farò!
Boudica: mo mùisc...
Io: spiegati meglio, non capisco...
Boudica: theis thusa tirim mo mùisc.
Io: farò tutto quello che mi chiederai, permettimi solo di amarti, non chiedo altro.

In quel momento arrivarono i legionari, sbucarono fuori all'improvviso dalla bruma che già dalle prime ore del mattino ricopriva quasi completamente il falsopiano, foriera di cattivi presagi. In piedi sopra la sua biga Lei fece un gesto con la mano, forse rivolto a me, forse no, poi frustò i cavalli e si lanciò contro di loro urlando selvaggiamente, brandendo le sue due spade.
Mentre una daga già trafiggeva il mio stomaco, guardai ancora verso di lei e mi parve di cogliere nei suoi occhi disappunto più che compassione. Certo non amore.
Fu una frazione di secondo, ma mi donò l'eternità.

giovedì 18 marzo 2010

eLlE m'EnViRoNnE


"Elle me tient attaché par une chaîne que l'on n'aperçoit pas. Si je marche, c'est qu'elle avance; quand je m'arrête, elle se repose! Ses yeux me brûlent, j'entends sa voix. Elle m'environne, elle me pénètre. Il me semble qu'elle est devenue mon âme!
Et pourtant, il y a entre nous deux comme les flots invisibles d'un océan sans bornes! Elle est lointaine et tout inaccessible! La splendeur de sa beauté fait autour d'elle un nuage de lumière; et je crois, par moments, ne l'avoir jamais vue... qu'elle n'existe pas... et que tout cela est un songe!"

(da: "Salammbô" di Gustave Flaubert)




Sono così sfacciatamente sfortunato che le letture a cui mi abbandono non fanno che ricordarmi come mi sento...


Per fortuna che a distrarmi ormai c'è il nostro nostro stupendo FORUM!!
Ho preparato questo mini-banner, che include il mitico logo realizzato da SuperContra (!) per i blog di chi vorrà sostenerci:



Lo troverete sempre anche qui di lato. Qui sotto invece vi metto il codice da copiare per riprodurlo sul vostro blog, se vi andasse di farlo:



Grazie in anticipo e soprattutto venite a trovarci in tanti........ :-D

venerdì 12 marzo 2010

iL fOrUm DeI fOrSeNnAtI


Scusate il ritardissimo!!! :-P

Questo post arriva con un po' di ritardo per riferire della chat di martedì scorso che è andata direi ancora una volta BENISSIMO!!

Chi ci segue da un po' sa che ci trovavamo per progettare un nuovo FORUM dedicato alla cultura in tutte le sue forme, oltre che alle iniziative in tema che possano tenerci sempre più uniti e stimolare il nostro cervellino... distogliendolo magari da altre preoccupazioni più o meno futili!!

Come al solito, prima ringrazio tutti quelli che hanno partecipato (aliceandmyworld, contra, empty, enigma, fighter, imperfect, myriam, suicidebrokendoll, ops.. forse ho dimenticato qualcuno?) e anche chi ha potuto rimanere poco con noi (Mari) e chi, ahimé, è arrivato (Kiara, Lascatola, e spero nessun altro...) :-( quando già ci eravamo trasferiti in Msn Messenger per problemi tecnici che alcuni di noi avevano col solito sito-stanza. Con loro soprattutto mi scuso, perché avrei dovuto tener d'occhio comunque io la stanza, mentre invece ho latitato... :-S

A questo punto avevo pensato di scrivere una sintesi di quello che ci eravamo detti, ma preferisco non annoiarvi con le parole e mandarvi direttamente al forum, di cui questo è l'indirizzo:

http://forsennatamente.forumcommunity.net

ho creato una sezione in cima a tutte che si chiama "Lavori in corso" sulla quale trovate appunto la traccia che stiamo seguendo per progettare il tutto. Vi ribadisco che TUTTO E' ANCORA PROVVISORIO, SOPRATTUTTO L'ASPETTO GRAFICO!!

Direi che a questo punto il blog di Ed esaurisce il suo compito di "trascinamento" e sarebbe bello che tutte le discussioni e le idee sul forum da qui in avanti avvenissero già all'interno di quella sezione, che ne pensate?

venerdì 5 marzo 2010

RaCcOnTo BrEvE


Forse questo raccontino già lo conoscete, forse no... Però mi piaceva condividere con voi questa piccola lettura di oggi.

In questo periodo sono attratto dai mini-racconti. Forse perché io sono prolisso di natura e mi piacerebbe proprio avere il dono di condensare tanto in poche righe. Sto facendo un po' di pratica, magari la prossima settimana vi posto qualche schifezzina mia... :-D

Buon weekend a tutti!!



I giorni perduti (di Dino Buzzati).

Qualche giorno dopo aver preso possesso della sontuosa villa, Ernest Kazirra, rincasando, avvistò da lontano un uomo che con una cassa sulle spalle usciva da una porticina secondaria del muro di cinta e caricava la cassa su di un camion.
Non fece in tempo a raggiungerlo prima che fosse partito. Allora lo inseguì in auto. E il camion fece una lunga strada, fino all’estrema periferia della città, fermandosi sul ciglio di un vallone.
Kazirra scese dall’auto e andò a vedere. Lo sconosciuto scaricò la cassa dal camion e, fatti pochi passi, la scaraventò nel dirupo che era colmo di migliaia e migliaia di altre cassi uguali.
Si avvicinò all’uomo e gli chiese: –Ti ho visto portar fuori quella cassa dal mio parco. Cosa c’era dentro? E cosa sono tutte queste casse?
Quello lo guardò è sorrise: –Ne ho ancora sul camion, da buttare. Non sai? Sono i giorni.
–Che giorni?
–I giorni tuoi.
–I miei giorni?
–i tuoi giorni perduti. I giorni che hai perso. Li aspettavi, vero? Sono venuti. Che ne hai fatto? Guardali, intatti, ancora gonfi. E adesso?
Kazirra guardò. Formavano un mucchio immenso. Scese giù per la scarpata e ne aprì uno.
C’era dentro una strada d’autunno, e in fondo Graziella, la sua fidanzata, che se n’andava per sempre. E lui neppure la chiamava.
Ne aprì un secondo e c’era dentro una camera d’ospedale, e sul letto suo fratello Giosuè che stava male e lo aspettava. Ma lui era in giro per affari.
Ne aprì un terzo. Al cancelletto della vecchia misera casa stava Duk, il fedele mastino, che lo aspettava da due anni, ridotto pelle e ossa. E lui non si sognava di tornare.
Si sentì prendere da una certa cosa qui, alla bocca dello stomaco. Lo scaricatore stava dritto sul ciglio del vallone, immobile come un giustiziere.
–Signore! – gridò Kazirra. –Mi ascolti. Lasci che mi porti via almeno questi tre giorni. La supplico. Almeno questi tre. Io sono ricco. Le darò tutto quello che vuole.
Lo scaricatore fece un gesto con la destra, come per indicare un punto irraggiungibile, come per dire che era troppo tardi e che nessun rimedio era più possibile. Poi svanì nell’aria, e all’istante scomparve anche il gigantesco cumulo delle casse misteriose.
E l’ombra della notte scendeva.

venerdì 26 febbraio 2010

i FoRsEnNaTi DeL mArTeDì SeRa

Voglio aprire questo post ancora con un ringraziamento a chi ha partecipato all'incontro in chat di martedì scorso!

Ecco i magnifici 6:

AISLING
ALICEANDMYWORLD
CONTRA
ENIGMA
MUSIDORA
e... da ultimo il vostro E.D!!

Pochi ma buonissimi, oserei dire, visto che sono venuti fuori un sacco di ottimi spunti che ora cercherò di riassumere, mentre vi rimando fin da adesso al prossimo incontro in chat che sarà martedì 9 marzo alle ore 20.00 sempre nella Stanza di Ed! A proposito: ho messo un banner qui a fianco con il link che rimarrà sempre lì. Se vorrete copiarvelo anche sul vostro blog, bontà vostra, l'immagine che ho creato la trovate qui e il link che va associato è sempre quello della stanza. :-)

Ecco dunque in modo un po' sparso le idee che sono uscite:

- si è più o meno tutti d'accordo sulla creazione di uno spazio virtuale da gestire in comune con un gruppetto di redattori che si alternano

- piace molto l'idea della cultura come comune denominatore: si potrebbe partire con alcune aree/sezioni "a tema", senza però troppa rigidità e ragionando per aggiunte progressive

- i componenti della redazione potrebbero dividersi le aree da gestire, alternandosi a postare nei vari giorni della settimana, cercando di non postare tutti assieme per evitare un eccessivo affollarsi di contenuti postati nella stessa giornata

- sarebbe utile che il contributo del giorno venisse in qualche modo subito all'occhio, mentre il resto degli interventi rimanesse comunque archiviato ed esplorabile entrando nelle varie sezioni

- ci vorrebbe invece sempre in evidenza una sorta di "bacheca eventi" con gli appuntamenti caldi della giornata o della settimana, come gli incontri tra noi, le proposte di appuntamento x assistere a qualche evento, ecc.

- mentre io ero abbastanza fossilizzato sull'idea del blog piu' o meno elaborato e con varie sezioni, molto opportunamente contra e aliceandmyworld hanno tirato fuori la proposta di creare un forum di gruppo con la possibilità di registrarsi e postare i contributi, che alla fine è sembrata a tutti la più bella!

- nel frattempo stiamo guardandoci in giro su internet scandagliando i siti che danno la possibilità di creare un proprio forum personalizzabile, inoltre nelle nostre intenzioni si vorrebbe che il forum di cui sopra potesse essere consultato da tutti in quanti a lettura, ma che per postare i contributi fosse necessaria una registrazione e il consenso dei creatori/moderatori (onde evitare "intrusioni" spiacevoli, un rischio che sulla rete si corre di frequente).

- infine ovviamente il nostro forum potrà (anzi dovrà!) al suo interno contenere vari "abbellimenti" ancora da studiare in modo opportuno; solo per fare un esempio la chat che stiamo usando ora (o una molto simile) potrebbe venir inglobata lì dentro, in modo che quando uno entra nel forum vede subito se ci sono altri che nello stesso momento si stanno collegando e puo' scambiare commenti e/o saluti...

Comunque sia, a questo punto la cosa è avviata e io non posso che esserne superentusiasta!! Il prossimo incontro, che sarà martedì 9 marzo ve lo ricordo ancora, sarà fondamentale per definire le categorie o aree tematiche del forum (o almeno quelle da cui iniziare, mentre altre si potranno aggiungere dopo) e per dividerci un po' i vari compiti. Chi si volesse aggregare è non solo ben accetto, ma anche accolto a braccia aperte!!!

Vi aspettiamo il 9 marzo alle 20 nella
STANZA DI ED.

venerdì 19 febbraio 2010

Ci VeDiAmO mArTeDì SeRa!


Posto al volo: scusate la latitanza, legata a impegni lavorativi veramente mai intensi come in questa settimana. Questo pomeriggio farò un post con il resoconto della chattata di martedì. Voglio però intanto mandare un enorme GRAZIE a tutte/i coloro che hanno partecipato (o che ci hanno provato senza riuscirci, ma la prossima volta ce la faremo...). A più tardi!!


Votazione chiusa!

Dunque l'incontro in chat si farà Martedì 23 febbraio ALLE 21.30 nella mia stanza virtuale di cui vi rimetto qui sotto il link:


Vi aspetto numerose/i (ovviamente l'invito è esteso a tutti quanti frequentano il mio e gli altri blog attraverso cui ci parliamo e non solo a chi ha votato nel sondaggio!).

Raccomando solamente un'ultima cosa, ossia di utilizzare come nickname di entrata per la chat lo stesso che usate abitualmente nel mondo dei blog, così sarete facilmente riconoscibili da tutti i presenti. Io sarò in chat a partire da una decina di minuti prima dell'orario di appuntamento. Se doveste avere problemi tecnici di qualsiasi tipo ad accedere, scrivetemi pure all'indirizzo email che trovate sul mio profilo e cercheremo di risolverlo... :-D

Scusate la fretta di oggi, ma il lavoro mi chiama!! Per chi si fosse perso qualche pezzo, consiglio la lettura dei tre precedenti post...

Au revoir!!

venerdì 12 febbraio 2010

La StAnZa Di Ed


Con molto piacere ho letto i tanti commenti al mio post precedente, dove proponevo un incontro virtuale in chat per scambiarci idee sul progetto di uno spazio comune con cui rafforzare il nostro legame.

So che non sono molto bravo nel sintetizzare, ma per chi leggesse solo questo post e non avesse voglia di leggersi i due precedenti, provo a fare un brevissimo riassunto delle altre due puntate:

1° post - questa nostra rete di amici che fortunatamente si sta allargando sempre di più potrebbe, secondo il mio parere credo condiviso da altri, avere un contributo importante dalla creazione di uno spazio virtuale "di gruppo" che, senza sostituire minimamente quello molto personale di ciascuno di noi, possa dare risalto immediato a delle iniziative da proporre a tutti (incontri, appuntamenti, eventi di interesse, ecc.) oltre a contenere del materiale che potremmo aver piacere di mettere in comune.

2° post - la mia proposta a quel punto è stata quella di un incontro in chat, con il quale riordinare le idee e condividerle/aggiustarle, evitando di mettere subito in pratica "dall'alto" un'iniziativa che non risponda pienamente alle aspettative di almeno una buona parte di noi.

Mi trovo anche molto d'accordo con chi ha commentato che la chat non è forse lo strumento ideale per una discussione fra tanti, seppure tranquilla come sono sicuro che sarà la nostra, però d'altra parte ha il grosso vantaggio di essere a costo zero e se poi non funzionerà, beh, pazienza! :-D Non ci stiamo rimettendo nulla, credo, se non qualche minuto del nostro tempo...
Proverò a farmi aiutare da qualcuna di voi per la moderazione, in modo da essere anche io più fiducioso sulla riuscita dell'operazione.

Detto ciò, sono felice di dirvi che ho già creato lo spazio dove concretamente si potrà realizzare questo "incontro di idee". Lo trovate a questo link e se volete potete già tranquillamente visitarlo per prendere confidenza:


Basta inserire un proprio nickname e si entra subito dentro (ovviamente vi troverete da soli, a meno che non vi mettiate d'accordo in due o più per fare già una prova di chiacchiere...). Ho deciso di utilizzare uno strumento veramente minimale, anche dal punto di vista estetico, non sarà il massimo per i puristi ma l'ho fatto proprio per facilitare l'utilizzo da parte di tutti.

A questo punto non resta che il sondaggio per decidere quando incontrarci in quella "stanza". Per comodità lo inserisco proprio in fondo al mio blog (dovete scorrere fino alla fine). Ho preferito non metterlo in cima o di fianco perchè ci tenevo che leggeste prima queste poche righe di ulteriore chiarimento. Ci sono tre alternative per ora, ma se dovessimo riscontrare problemi per tutte e tre o un'eccessiva dispersione, proveremo a cambiarle, ferma restando come sempre l'intenzione di accontentare la maggioranza.

Alla prossima e ancora grazie per la fiducia!!

mercoledì 10 febbraio 2010

PrO-pOsT


Oggi mi sono svegliato con una vena pragmatica.

Questo post si lega al mio precedente circa la possibilità di dare una forma a qualcosa che già esiste, ossia la nostra... il nostro... Ecco non so come chiamarla/o. E' davvero così importante che troviamo subito un nome? La parola "connection" mi fa pensare più alla cricca di Tony Ciccione che a un gruppo di amici, detto molto sinceramente e senza offesa per nessuno sia chiaro. :-D "Movimento" invece fa tanto anni '70 ed eskimo e questo, se da una parte non mi dispiacerebbe visto che sono il vecchietto della compagnia, dall'altra mi saprebbe un po' di superato prima ancora di cominciare... Io in definitiva aspetterei.

Piuttosto, ieri ho riflettuto a lungo su due cose:

- da una parte ho pensato che partire lancia in resta in una cosa che coinvolge già adesso tante persone rischia fortemente di passare per un'imposizione dall'alto di idee pur valide ma non sufficientemente condivise;

- dall'altra "rubando" in un certo senso un'idea da Contra (con cui ho avuto il piacere di parlare ieri in messenger e dalla quale la mia ispirazione ha tratto gran beneficio) ho maturato la convinzione che scambiarsi idee solo sui post e nei commenti potrebbe non bastare o essere comunque limitante.

Ok, la faccio breve (ma quando mai, Ed?) e vengo dunque alla mia pro-post(a):

Perchè non partire con un incontro virtuale, con una sessione aperta a tutti quelli che vorranno partecipare, utilizzando una di quelle chat che si possono creare in vari siti ad uso e consumo dei propri amici? Ci si potrebbe dare appuntamento tutti per un certo giorno a una data ora, previo uno di quei sondaggi con varie alternative che sono stati usati anche per gli incontri in presenza e a quel punto raccogliere le idee e le proposte rendendo il tutto più esplicito. Sarebbe forse più semplice (da realizzare, un po' meno da gestire ma qui ho un po' di esperienza da giocarmi), e comunque non necessariamente sostitutivo, di un eventuale incontro in presenza che si può sempre fare dopo e indipendentemente per chi vorrà/potrà.

Magari ci porterà a concludere che di questa cosa della comunità (oddio le ho dato un altro nome!) non se ne fa nulla e che è meglio che rimanga tutto "destrutturato" come è stato fino adesso, ma perché non provarci?

Ovvio, che dopo aver lanciato il sasso, sugli aspetti tecnici (creazione della chat, sondaggio data/orario, ecc.) mi impegnerei io a proseguire fino alla realizzazione dell'incontro.

Prima però volevo chiedervi se la pro-post(a) è totalmente campata in aria oppure vi sembra che possa funzionare...

venerdì 5 febbraio 2010

fOr WhOm ThE bElL tOlLs?

"...And therefore never send to know for whom the bell tolls. It tolls for thee".
(
John Donne, 1572-1631)


Dunque la campana è suonata anche per me, ora la sento forte e chiaro... Anche se non è quella a morto per fortuna!! :-D
Ma stavolta non posso proprio tirarmi indietro, anche se la tentazione di stare alla finestra è sempre forte in questi casi.
I post di Mari, di Contra, di Kiara, altri in risposta come quelli di Musi e più in generale tutti i commenti a questi, ma soprattutto qualcosa che comincia a pulsare come un cuore sotto la carne viva di questi blog tanto diversi tra loro eppure tenuti insieme come un buffo patchwork, quasi frankensteiniano, dallo spago di un invisibile tessitore, qualcosa fatto di anime che si scoprono affini, di incontri e abbracci fugaci ma intensi, di occhi che guardano altri occhi, di passioni e di idee che si sovrappongono o si scontrano, qualcosa di non banale che sta avvenendo sotto i miei occhi e che non riesco a guardare facendo finta di nulla.

Né sarebbe giusto dire che mi metto a disposizione senza essere almeno in parte anche propositivo. L'idea che mi è venuta è banale se volete, ma proprio per la sua semplicità si presta ad essere arricchita facilmente da tutto quello che la fantasia vi suggerirà, accolta oppure accantonata, meglio se sostituita da una ancor più più bella e stimolante, sempre cosciente che l'importante non è tanto "il come", visto che tutto quello di cui parlo sta già avvenendo sotto i nostri occhi.

Per spiegare cosa ho in mente basterebbe una sola parola, anzi tre che ne fanno una: CONOSCENZA, CRESCITA, CULTURA!

Quale migliore arma potrei immaginarmi per combattere le paure e le insicurezze che viviamo quando queste sono quasi sempre legate alla limitatezza dei nostri orizzonti e all'avvitarsi dei nostri pensieri negativi? E come altrimenti potremmo pensare di tenere più soddisfacentemente occupate le nostre menti, quando queste ci spingono a pensieri distruttivi, se non dedicandoci a farle crescere in tutte le direzioni che la fantasia ci suggerisce?

Sono abbastanza d'accordo con chi dice che esistono i medici per curare le patologie, così come esistono le guide spirituali per chi affida la propria vita ad una religione o a una filosofia, ed esistono i professori per insegnare l'arte e la letteratura, ma qui non intendo nulla di tutto ciò né qualcosa che vada a sostituire queste cose. Intendo piuttosto una condivisione di esperienze ed emozioni, esattamente come quella che già avviene attraverso i nostri blog, ma che a mio parere può esplodere in qualcosa di molto più grande se solo si superano gli argini della virtualità.

Così oggi potrebbe essere la mostra da vedere insieme in una città, domani quella piazza o quella chiesa che da tanto tempo avremmo desiderato visitare in quell'altro posto, dopodomani un film meraviglioso o uno spettacolo teatrale a cui assistere in gruppo, un'altra volta ancora un evento culturale o una lezione aperta all'università, un concerto, la presentazione di un libro, una festa di piazza, ma anche iniziative con cui possiamo aiutare persone in difficoltà, oppure ancora idee per realizzare qualcosa di nostro mettendoci insieme...
Insomma chi più ne ha più ne metta, come si usa dire... Sì, proprio questo è il punto. Uno "spazio" in cui tutti possano sentirsi liberi di fare proposte e di aderire secondo le proprie possibilità, interessi diversi, voglia di mettersi in gioco, e in cui non conti nulla se io sono a Milano, tu a Roma, lei a Palermo o a Sassari, facendo in modo che chiunque possa sentirsi partecipe, dovunque possa nascere l'idea o la proposta, e agli appuntamenti possano ritrovarsi indifferentemente 1, 2, 5, 10 o più persone.

Un modo infine anche per scoprire che forse esiste una maniera alternativa di vedere le cose, che non ci sono soltanto le preoccupazioni e le folli corse di tutti i giorni per cercare di essere all'altezza (di chi o di che cosa poi?) e, se anche queste ultime non scompaiono, capire che esse non sono la cosa che davvero conta.

Fermatemi!! :-D


mercoledì 27 gennaio 2010

SoLuZiOnE dElL'eNiGmA


Eccomi dunque a rivelare la soluzione del post precedente.
Prima però due parole sulle soluzioni proposte da evaluna e mynameis... Intanto a tutte e due GRAZIE per averci provato!!

Quella di evaluna, non me ne voglia, mi pare molto "italiana" (nel senso di furba)! :-D
Non tiene conto però del fatto che il carcere stesso potrebbe anche non trovarsi in Italia, ragion per cui la manutenzione dei penitenziari potrebbe essere ben più solerte che da noi e prevedere che le pareti vengano pulite o addirittura reimbiancate molto più spesso.

La soluzione di mynameis invece mi ha colpito per la sua semplicità che, come sosterrebbe William of Ockham, di norma è un buon valutatore di efficacia. Tuttavia, pur nella sua estrema logica, credo che anch'essa toglierebbe ogni attrattiva al nostro piccolo giochino e quindi mi sentirei di escluderla attribuendola più a una mancanza del traduttore che non ha specificato che i condannati sarebbero dovuti ri-entrare (e non solo entrare) tutti e 100 nella stanza.

Infine vi dò la mia versione, che peraltro ho ritrovato seppur formulata in modo un po' diverso anche cercando in internet, insieme con altre assai più efficaci ma mooolto più arzigogolate e difficili da spiegare senza un bel po' di matematica.

I 100 prigionieri decidono di eleggere tra loro un Re (uno qualsiasi di loro) e di nominare gli altri 99 come Sudditi. Mentre sono ancora tutti nella stanza per decidere, la lampadina verrà spenta e così dovrà rimanere fino alla prossima visita. Da quel giorno in avanti, ognuno dei sudditi avrà il dovere di presentare un omaggio al proprio Re e dovrà farlo una e una sola volta in vita sua accendendo la lampadina quando verrà portato nella stanza. Se il suddito entrando nella stanza trovasse la lampadina già accesa, egli dovrà lasciare tutto com'è e tenersi il proprio omaggio per una successiva visita. Il Re, invece, ogni qual volta entrerà nella stanza e troverà la lampadina accesa avrà il compito di ritirare il suo omaggio, spegnendo la stessa prima di andarsene, e naturalmente egli dovrà aggiornare il proprio conteggio mentale di una unità ossia un nuovo suddito da cui è stato omaggiato. Se dovesse trovare la lampadina spenta, il Re lascerà semplicemente tutto com'è senza aggiungere nulla ai suoi conti. In pratica, quando il Re avrà ritirato tutti i 99 omaggi dai propri sudditi, egli sarà certo che tutti gli altri oltre a lui sono stati almeno una volta nella stanza. Secondo la matematica e la statistica ciò dovrebbe avvenire mediamente dopo 29 anni, ma può anche darsi che se la fortuna li aiuta il raccolto possa essere più veloce...


--- O --- O --- O ---


Oggi voglio chiudere con una poesia... La dedica è superflua.


Amore di Robert Creeley


Ci sono parole sensuali
come la carne
nel suo umore,
nel suo calore.

Tangibili, ripetono
le certezze,
le comodità,
di esseri umani.

Non pronunciarle
rende astratta
tutta la passione
e infine anche la sua morte.

venerdì 22 gennaio 2010

GiOcA o MuOrI



Non so voi, ma a me hanno sempre affascinato gli indovinelli in cui in palio c'è la sopravvivenza di qualcuno (stile "Saw, l'enigmista", per intenderci...) o comunque dove è necessario spremere a fondo le meningi per salvarsi da qualcosa di nefasto.
Stamane ne ho trovato uno simpatico (un po' inquietante ma fortunatamente non truculento) che non conoscevo e mi piace proporvelo qui....



Una singola lampadina illumina la stanza; cento persone vestite da carcerato, appena sbarcate in questo nuovo carcere, guardano il sorvegliante con aria perplessa.

“Siete i primi e sarete gli ultimi ospiti di questo accogliente carcere. Tra un’ora, sarete portati ognuno nella propria cella, dalla quale non potrete comunicare con nessun altro dei vostri colleghi; peró, a partire da domani una volta al giorno, io tirerò a sorte uno di voi e lo porteró in questa stanza a divertirsi; potrá gioire dello scoprire se la lampadina è accesa o spenta e, se vorrà, potrà spegnerla o accenderla con quel meraviglioso interruttore.”

Un mormorio percorre la sala, alla prospettiva di questo emozionante divertimento...

“Se, ad un certo punto, uno qualsiasi di voi quando viene portato a questa stanza è convinto che tutti e cento siate stati portati qui almeno una volta, basta che me lo dica; se ha ragione, tutti voi sarete liberi. Ma, se sbaglia... Piú niente lampadine, piú niente interruttori, piú niente chiavi delle celle, piú niente di niente, neanche pranzi e cene.”

Insomma, non vi conviene sbagliare... Avete un’ora di tempo per decidere una strategia, a meno che preferiate giocare con l’interruttore per l’eternità...



Questo giochino era su una rivista di matematica, ma tutto sommato credo si possa provare a risolvere usando solo un po' di logica e soprattutto molta fantasia, quindi ritengo ci si possa cimentare anche chi non mastica troppo di numeri. Tra l'altro esistono diverse soluzioni (non una unica) e non vi chiedo (come in realtà si faceva nella rivista) di calcolare il numero di giorni, mesi o anni necessari ai poveretti per uscire di prigione ma solamente di indicare la strategia che potrebbero adottare... Che ne dite?

PS. non ho guardato se su internet c'è la soluzione... Ma che divertimento c'è se prima non ci perdete sopra la mattinata come ho fatto io...?

domenica 17 gennaio 2010

InDePeNdEnT aRaB cInEmA!


Il cinefilo che è in me non può esimersi oggi dal farvi una segnalazione particolare rimandandovi al sito di questo progetto dedicato alla diffusione di cortometraggi realizzati da registi indipendenti provenienti da nove paesi del mondo arabo.

Eccovi l'indirizzo: www.arabshorts.net dove trovate almeno una cinquantina di corti, alcuni dei quali veramente interessanti e validi, ma in generale tutti degni di menzione se non altro perché espressione di una cultura da noi così lontana eppure vicina allo stesso tempo. Il tutto nella ferma convinzione che i giudizi che quotidianamente diamo aprioristicamente sono in genere assai più numerosi degli sforzi che facciamo per cercare di conoscere e capire.

Ovviamente i film sono tutti in lingua originale con sottotitoli in inglese, per cui è necessario un piccolo sforzo, ma vi assicuro che, anche se non comprenderete ogni sfumatura dei dialoghi, l'esperienza sarà ugualmente gratificante!

Buona visione!!

martedì 12 gennaio 2010

nUoVa LeTtUrA


Dalla prefazione postuma dell'autore del libro che ho appena iniziato:

"A Rebours" piombava nel mercato letterario come un areolito, suscitando stupore e risentimenti. La stampa ne restò sconcertata; mai essa delirò in sì gran numero d'articoli. Dopo avermi trattato di misantropo impressionista ed aver qualificato Des Esseintes (N.d.R.: il protagonista del romanzo) di maniaco e d'imbecille complicato, i Normalisti, come Lemaître, s'indignarono che non facessi punto l'elogio di Virgilio ed in tono perentorio dichiararono che i decadenti latini del Medio Evo non erano che “dei rimbambiti e dei cretini”.

Altri impresari della critica si degnarono avvertirmi che farei bene a sottopormi in una prigione termale alla sferza delle docce. A lor volta i conferenzieri se ne immischiarono: nella Salle des Capucins l'arconte Sarcey gridava nel suo sbalordimento “Ch'io sia impiccato se capisco una parola in questo romanzo!”.

Infine, perché nulla mancasse al concerto, le riviste gravi come “La Rêvue des Deux Mondes” incaricarono d'urgenza il loro rappresentante, signor Brunetière, di paragonare A Rebours alle vaudevilles di Waflard e Fulgence.

In tutto questo caos, un solo scrittore vide chiaramente: Barbey d'Aurevilly, ch'io del resto non conoscevo neanche. In un articolo comparso sul “Constitutionnel” in data 28 luglio 1884 (articolo che l'autore accolse poi nel suo volume Le Roman Contemporain) egli scriveva:

“Dopo un libro come questo, al suo autore non resta più che scegliere tra la bocca d'una pistola e i piedi della croce”.

Così è stato.

(J.K. HUYSMANS - 1903)


Come inizio devo dire che non c'è proprio male! Un grazie speciale a chi me l'ha consigliato...








Questa immagine non c'entra nulla col resto del post, lo so...


Ma ieri sono stato alla mostra sul Giappone a Palazzo Reale e volevo farvene partecipi.... :-)


Tra parentesi, questo è anche il mio nuovo segnalibro!

martedì 5 gennaio 2010

DIMAGRIRE: perché il digiuno totale è una grandissima c...ta.



Sgomberiamo subito il campo dagli equivoci: questo post non è rivolto direttamente a persone che soffrono di DCA. Sarei un vero idiota se pensassi di dialogare con chi è affetto da una di tali patologie trattando solo il tema connesso all'alimentazione, dimenticandomi del fatto che davanti a me c'è una persona malata, oltretutto questo non essendo io né uno psicologo né tanto meno un medico.
Seconda premessa: perché questo post. Mettiamola così, durante le feste ho deciso di utilizzare un po' del mio tempo libero per documentarmi e leggere articoli scientifici, una cosa che fortunatamente mi è familiare e non mi pesa fare, visto il mio lavoro di ricercatore e la mia naturale curiosità, anche quando i campi di applicazione sono diversi dai miei. Desidero scusarmi fin d'ora per le eventuali inesattezze che posso aver scritto qui di seguito, dovendo giocoforza operare una sintesi e una semplificazione, fermo restando che le informazioni che leggete sono tutte reperibili direttamente dai principali articoli della bibliografia che ho consultato e che, se vi interessa, vi ho messo a disposizione a questo link (se poi per caso non li trovaste tanto facilmente su internet, scrivetemi pure che ve li mando volentieri).

Cominciamo allora col dire a cosa serve il cibo, anche se tutti più o meno lo sappiamo (o no?). L'alimentazione è il gesto quotidiano che permette in primo luogo al nostro corpo di rigenerare le proprie cellule, i propri tessuti. Ciò avviene essenzialmente attraverso l'assimilazione e la decomposizione dei costituenti elementari della materia organica, ossia le proteine, le vitamine, i carboidrati, i grassi, ecc. contenuti nei cibi che consumiamo, unitamente all'apporto essenziale fornito dall'acqua che assumiamo sia direttamente in forma liquida sia all'interno degli stessi cibi.
Per gli individui ancora in età di sviluppo (quindi approssimativamente fino ai 15-16 anni di età) quella che ho descritto è la funzione principale dell'alimentazione e per assolverla vengono utilizzate circa l'80-85% delle calorie assunte. Questa percentuale scende, ma non di molto, con l'avanzare dell'età e un individuo di 35-40 anni continua in ogni caso ad utilizzare tra il 60 e il 75% delle calorie per mantenere le funzioni corporee essenziali del nostro organismo per quello che viene chiamato in termini scientifici il cosiddetto Basal Metabolic Rate (BMR). Il resto delle calorie come viene consumato? È presto detto: attraverso l'esercizio fisico quotidiano, ossia banalizzando: il movimento dei muscoli (dal 15 al 30% delle calorie) e badate bene di TUTTI i muscoli (cuore e polmoni inclusi), e la parte rimanente per compensare la differenza termica tra la temperatura corporea e la temperatura esterna (dal 5 al 10% delle calorie). A proposito di quest'ultima cosa, spesso sottovalutata, vi invito solo a riflettere sul fatto che, seppure ormai passiamo la maggior parte della nostra giornata in ambienti chiusi e climatizzati e considerando in questa stagione una temperatura media in questi ambienti riscaldati di 21-22° (razza di inquinatori che siamo!!), si tratta comunque di un “gap” di quasi 15° C da colmare continuamente (ossia per il quale il nostro corpo non smette mai di lavorare, anche di notte), rispetto alla nostra temperatura corporea mediamente di 36,5°!

E adesso veniamo al punto realmente importante: COSA SUCCEDE SE NON MANGIAMO?

Attenzione, nel titolo ho estremizzato parlando di digiuno totale, ma il discorso non cambia di molto se ci limitiamo a pensare ad una assunzione di alimenti al di sotto delle 1.000 Kcal giornaliere. Tenete presente che in media, per una donna sedentaria e di costituzione normale, il solo BMR (vedi sopra) richiede un'assunzione giornaliera di circa 1.400/1.500 Kcal, con ovvie oscillazioni da questa cifra a seconda dell'età e della costituzione (sempre tralasciando le patologie, mi raccomando), ma comunque restando all'interno di un range del 10% in più o in meno rispetto a quella quota. E non dimentichiamoci che a quell'apporto mancano le altre due componenti (attività muscolare e termoregolazione).

Tralasciando qui volutamente tutte le considerazioni sulle cosiddette proprietà “nutraceutiche” del cibo e dei suoi componenti, ossia riguardanti le sue innumerevoli facoltà terapeutiche ma soprattutto preventive nei confronti di tantissime patologie del nostro organismo, ma concentrandoci solamente sulle funzioni vitali elementari, dobbiamo chiederci dove il nostro corpo andrà a reperire l'energia in difetto legata a una carenza nell'assunzione di calorie.
La risposta è presto detta: la prima fonte energetica disponibile per le cellule del nostro corpo consiste nella massa grassa già presente nei nostri tessuti, ossia quello che volgarmente chiamiamo “adipe”. E fin qui siamo allegramente nell'ambito del sogno di tutti coloro che vogliono dimagrire! Pensate: digiunare indefinitamente finché il nostro organismo non si brucia tutte le riserve di grasso disponibili, ovvero tutta la nostra ciccia... Però... Già peccato che ci sia un però...
La fregatura sta nel fatto che il processo di scioglimento dei cosiddetti acidi grassi nelle loro componenti elementari utilizzate per garantire energia alla produzione dei nuovi tessuti e per tutte le altre funzioni vitali è estremamente lento! Molto, ma molto più lento ad esempio di quello necessario per compiere la medesima operazione utilizzando i carboidrati, come sa bene chi pratica sport di lunga durata e deve compensare gli sforzi fatti con un consumo di cibo ad immediato apporto energetico. Cosa succede allora nel frattempo? Il nostro corpo può aspettare? Ovviamente no.
E allora, oltre alla massa grassa, il consumo di risorse comincia subito ad avvenire anche per la cosiddetta massa magra già disponibile, ossia nell'ordine: i muscoli, prima quelli del tronco e poi quelli periferici, si debilitano e perdono la loro elasticità e tonicità, poi è la volta degli organi vitali: cervello (sì, anche quello), fegato, cuore, polmoni, ossia i principali, ma a catena seguono anche quelli residuali, e infine ma non per questo meno importanti: le ossa! Mai sentito parlare di osteoporosi? Cosa pensate che sia se non una manifestazione del progressivo consumo dei componenti della massa ossea quali Calcio, Magnesio e altri minerali. Pensate a come viene accelerato questo processo, che generalmente manifesta i suoi effetti negativi solo in età avanzata, se l'apporto di questi componenti viene a mancare improvvisamente. Sapete cosa vuol dire sedersi troppo bruscamente su una sedia e fratturarsi un femore? O vedere i denti che vi cadono dalla bocca, e non quelli da latte! Ne riparleremo quando avrete novant'anni, spero... Il tutto tacendo di altre conseguenze non meno gravi come scompensi ormonali irreversibili e ripercussioni sull'apparato riproduttivo.
Oltretutto altri studi dimostrano che se da una parte esiste realmente una tendenza nei soggetti sovrappeso che li porta a perdere una maggiore percentuale di tessuto adiposo rispetto al resto dei tessuti corporei utilizzando una dieta ipocalorica, è altrettanto vero che per i soggetti normopeso o addirittura già sottopeso la tendenza è esattamente contraria, ossia i tessuti su cui si concentra la maggiore perdita di peso sono quelli a massa magra.

Tutto questo sta a significare che non c'è soluzione all'esigenza di avere un corpo più tonico e bello e rimanere in buona salute allo stesso tempo? Certo che no. Significa semplicemente che la soluzione non è certo quella di diminuire le calorie in modo indiscriminato e senza una guida (leggi medico, dietologo, nutrizionista o come ti pare) che possa adeguatamente bilanciare il consumo dei vari elementi essenziali al nostro organismo, significa che perdere e soprattutto mantenere un peso-forma e un fisico più tonico passa attraverso dei sacrifici che non sono tanto quelli delle rinunce alimentari, quanto piuttosto una assidua e mirata attività fisica fatta di esercizi spesso noiosi e ripetitivi ma altre volte anche piacevoli e divertenti. Chi mi legge da qualche mese sa come io sia un po' fanatico della forma fisica e che di tanto in tanto mi diverto anche ad aggiornare il mio programma di allenamento settimanale (giusto questo mese farò degli adeguamenti, inserendo nuove variazioni sul tema). Certo, è più faticoso che starsene a casa a guardare la tv per distrarsi e non pensare al cibo, convincendosi di essere forti per il fatto di saper resistere a un bignè alla crema o a un budino al cioccolato, ma infinitamente più salutare, efficace e prodigo di soddisfazioni nel medio e lungo periodo. E soprattutto senza controindicazioni di nessun tipo... Oddio, un certificato di buona salute è meglio farlo prima di mettersi a correre e rischiare l'infarto! Però anche per chi non è al 100% della forma fisica, i sistemi esistono... basta cercarli e volerli.

Se poi uno decidesse che vuole solamente farsi del male in modo consapevole, senza indagare qui sulle ragioni (dal momento che mi ritengo tutt'altro che adatto a giudicare gli altri, visti i numerosi errori che ho fatto più o meno consapevolmente nella mia vita), sono certo che esistono maniere infinitamente meno pericolose per infliggersi dolore fisico e solo per mancanza di tempo non pubblico una selezione di siti di associazioni serissime e perfettamente legali in Italia di seguaci del sadomasochismo (non necessariamente a sfondo sessuale) o dell'autoflagellazione individuale e di gruppo a sfondo più o meno religioso/meditativo. Se infine l'intento è davvero quello di sublimare le proprie sofferenze interiori in una forma di punizione corporale estrema e definitiva, allora rientriamo nel campo delle patologie e come ho detto nella premessa non ci voglio proprio entrare, non avendone le competenze e rischiando solo di urtare la sensibilità di qualcuno, cosa che spero di non aver fatto finora. Se così fosse, me ne scuso in anticipo.


Post Scriptum:
Dopo un post del genere, mi aspetto di tutto. Per cui non fatevi problemi anche se vi va di dire: Ed, tornatene ai tuoi giochetti matematici oppure alle tue pene d'amore del cazzo e non rompere i cosiddetti a chi ha voglia di digiunare! :-D

domenica 3 gennaio 2010

fUoRi Il SoLe DeNtRo DiLuVia


Dedicato a tutti quelli che amano senza preoccuparsi di essere ricambiati.


"e voglio giocare a nascondino e darti i miei vestiti e dirti che mi piacciono le tue scarpe e sedermi sugli scalini mentre fai il bagno e massaggiarti il collo e baciarti i piedi e tenerti la mano e portarti a cena fuori e non farci caso se mangi dal mio piatto e incontrarti da Rudy e parlare della giornata e battere a macchina le tue lettere e portare le tue scatole e ridere della tua paranoia e darti nastri che non ascolti e guardare film bellissimi e guardare film orribili e lamentarmi della radio e fotografarti mentre dormi e svegliarmi per portarti caffè brioches e ciambelle e andare da Florent e bere caffè a mezzanotte e farmi rubare tutte le sigarette e non trovare mai un fiammifero e dirti quali programmi ho visto in tv la notte prima e portarti a far vedere l'occhio e non ridere delle tue barzellette e desiderarti di mattina ma lasciarti dormire ancora un po' e baciarti la schiena e carezzarti la pelle e dirti quanto amo i tuoi capelli i tuoi occhi le tue labbra il tuo collo i tuoi seni il tuo culo il tuo..

e sedermi a fumare sulle scale finchè il tuo vicino non torna a casa e sedermi a fumare sulle scale finchè tu non torni a casa e preoccuparmi se fai tardi e meravigliarmi se torni presto e portarti girasoli e andare alla tua festa e ballare fino a diventare nero e essere mortificato quando sbaglio e felice quando mi perdoni e guardare le tue foto e desiderare di averti sempre conosciuta e sentire la tua voce nell'orecchio e sentire la tua pelle sulla mia pelle e spaventarmi quando sei arrabbiata e hai un occhio che è diventato rosso e l'altro blu e i capelli tutti a sinistra e la faccia orientale e dirti che sei splendida e abbracciarti se sei angosciata e stringerti se stai male e aver voglia di te se sento il tuo odore e darti fastidio quando ti tocco e lamentarmi quando sono con te e lamentarmi quando non sono con te e sbavare dietro ai tuoi seni e coprirti la notte e avere freddo quando prendi tutta la coperta e caldo quando non lo fai e sciogliermi quando sorridi e dissolvermi quando ridi e non capire perchè credi che ti rifiuti visto che non ti rifiuto e domandarmi come hai fatto a pensare che ti avessi rifiutato e chiedermi chi sei ma accettarti chiunque tu sia e raccontarti dell'angelo dell'albero il bambino della foresta incantata che attraversò volando gli oceani per amor tuo e scrivere poesie per te e chiedermi perchè non mi credi e provare un sentimento così profondo da non trovare le parole per esprimerlo e aver voglia di comperarti un gattino di cui diventerei subito geloso perchè riceverebbe più attenzioni di me e tenerti a letto quando devi andare via e piangere come un bambino quando poi te ne vai e schiacciare gli scarafaggi e comprarti regali che non vuoi e riportarmeli via e chiederti di sposarmi e dopo che mi hai detto ancora una volta di no continuare a chiedertelo perchè anche se credi che non lo voglia davvero io lo voglio veramente fin dalla prima volta che te l'ho chiesto e andare in giro per la città pensando che è vuota senza di te e volere quello che vuoi tu e pensare che mi sto perdendo ma sapere che con te sono al sicuro e raccontarti il peggio di me ma cercare di darti il meglio perchè è questo che ti meriti e rispondere alle tue domande anche quando potrei non farlo e cercare di essere onesto perchè so che preferisci così e sapere che è finita ma restare ancora dieci minuti prima che tu mi cacci per sempre dalla tua vita e dimenticare chi sono e cercare di esserti vicino perchè è bello imparare a conoscerti e ne vale di sicuro la pena e parlarti in un pessimo tedesco e in un ebraico ancor peggiore e far l'amore con te alle tre di mattina e non so come non so come non so come comunicarti qualcosa dell'assoluto eterno indomabile incondizionato inarrestabile irrazionale razionalissimo costante infinito amore che ho per te."

(da "Febbre", Sarah Kane - 1998).