domenica 29 novembre 2009

AlBeRi FuGgEnTi


"Era un'intuizione così bella e geniale che in altre circostanze egli ne avrebbe avuto soddisfazione. Ma, proprio per la sua esattezza, oggi a lui procurava solamente dolore. L'espressione degli alberi fuggenti corrispondeva infatti alla condizione del suo amore; il quale era stolto e disperato. Egli correva in direzione di lei benché sapesse che laggiù lo aspettavano soltanto nuovi affanni, umiliazioni e lacrime. Ma lui correva a perdifiato ugualmente, il piede premuto con tutta la forza sul pedale, per la paura di perdere un minuto.

I pioppi della pianura, spostandosi processionalmente, a schiena curva, sembrava che gli dicessero: fermati, uomo, fa' dietro front, non pensare più a lei e seguici, non correre alla tua rovina. Noi ti condurremo al remoto paradiso degli alberi dove esiste soltanto benessere, canto di uccelli e pace dell'animo. Non ostinarti.

Era così persuasivo il loro discorso che a un tratto egli fu preso da un turbamento interiore, si spostò sulla destra e si è fermato. Ma nello stesso istante si è fermato anche tutto il paesaggio intorno a perdita d'occhio e a lui dinanzi, in fondo alla deserta pista d'asfalto, il crocchio degli alberi rimane compatto e immobile né si scioglie più sgranandosi da una parte e dall'altra, i pioppi non fuggono più, non gli dicono più fermati, non osano più dirgli niente perché capiscono che non c'è nulla da fare, gli alberi gli dicono sì è vero, laggiù in fondo, al sud, dove la strada finisce, c'è lei che aspetta per farti dannare, ma non importa, tanto!

Tanto, il sole è già alto, e noi non ti possiamo salvare."


(D. Buzzati, Un amore)

mercoledì 25 novembre 2009

Do AnDrOiDs DrEaM oF eLeCtRiC sHeEp?


Ieri sono stato a un funerale.

Questo genere di cerimonia ormai non mi fa più nessun effetto dal punto di vista emotivo, dovete credermi. Viceversa, ogni volta di più percepisco in essa un vago senso di ipocrisia.

Non voglio che mi fraintendiate, al di là dell'essere o meno credenti ritengo sia molto importante conservare il ricordo delle persone che ci lasciano. Come pure l'idea di far sentire il proprio affetto a coloro che più di altri sentono in quel momento il dolore della perdita. Nonostante ciò, sfido chiunque di noi conservi un po' di razionalità a immedesimarsi nelle parole che in queste circostanze immancabilmente vengono pronunciate: non sei più in questa terra ma laddove ti trovi starai molto meglio..., quando finalmente ci ricongiungeremo..., ora ti attende la vita eterna...

LA VITA ETERNA??

Ma c'è qualcuno dotato di cervello che potrebbe desiderare la vita ETERNA?

ETERNA: ma ci avete pensato mai cosa può significare l'Eterno? Una cosa che non ha MAI fine e che giustamente va oltre la nostra immaginazione. E poi "mai fine"?? Ma stiamo scherzando? E oltretutto, magari, per i più fortunati in un luogo ideale dove esiste solo il bene, dove "non si soffre più" (altra banalità da funerale).

Beh, scusatemi tanto ma io VOGLIO finire. Tutta la fatica che ho fatto per arrivare fin qua, o fino a dove sarà, e poi venite a dirmi che dopo ci sarà ancora da pedalare...? E che il traguardo non arriverà MAI? Ma scordatevelo! :-)

Anzi, ricordatevelo. Voi che resterete... Ricordatemi giusto per quel poco tempo che merito, visto che (almeno finora) non ho dipinto la Cappella Sistina... Ma ricordatemi per quelle poche cose buone, non certo per augurarmi una cosa che non vorrei mai...


Chiedo perdono se ho offeso la sensibilità di qualcuno.

giovedì 19 novembre 2009

ImMaGiNa ChE...


«Ehi, tu l’hai capita bene poco fa?»
«Che cosa?»
«La storia dei numeri immaginari».
«Sì. Non è poi così difficile. Bisogna solo ricordare che l’unità di calcolo è data dalla radice quadrata di meno uno».
«Ma è proprio questo il punto. Quella radice non esiste. Qualsiasi numero, che sia negativo o positivo, elevato al quadrato dà un valore positivo. Per cui non può esserci un numero reale che sia la radice quadrata di qualcosa di negativo».
«Giustissimo; ma perché non si dovrebbe tentare ugualmente di applicare l’operazione dell’estrazione della radice quadrata anche a un numero negativo? Naturalmente questo non potrà dare alcun valore reale, e infatti anche per questo il risultato è detto immaginario. È come se si dicesse: qui di solito si siede sempre un tale, perciò mettiamoci anche oggi una seggiola; e se anche fosse morto nel frattempo, facciamo come se venisse».
«Ma come si può se si sa con certezza, con matematica certezza, che è impossibile?»
«Appunto, si fa come se fosse possibile. Un qualche risultato ne uscirà. In fondo, con i numeri irrazionali non è la stessa cosa? Una divisione che non finisce mai, una frazione il cui valore non risulterà mai e poi mai per quanto tu continui a calcolare. E che mi dici, poi, del fatto che due parallele si devono incontrare all’infinito? Io credo che a essere troppo scrupolosi la matematica finirebbe per non esistere più».
«Questo è vero. Se uno se l’immagina così, è davvero bizzarra. Ma la cosa singolare è proprio che ciononostante con quei valori immaginari o comunque impossibili si possono fare calcoli perfettamente reali e raggiungere alla fine un risultato concreto!»
«Beh, per arrivare a questo i fattori immaginari devono elidersi a vicenda durante il calcolo».
«Sì, sì, tutto quello che dici lo so anch’io. Ma pure non resta un che di curioso in tutta la faccenda? Come posso spiegarmi? Prova a pensarla così: in un calcolo del genere, tu all’inizio hai dei numeri solidissimi, in grado di quantificare metri, pesi o qualsiasi altro oggetto concreto, comunque numeri reali. Alla fine del calcolo, lo stesso. Ma l’inizio e la fine sono tenuti insieme da qualcosa che non c’è. Non è un po’ come un ponte che consti soltanto dei piloni iniziali e finali, e sul quale tuttavia si cammina sicuri come se fosse intero? Un calcolo del genere mi dà il capogiro; come se un pezzo del cammino andasse Dio sa dove. Ma la cosa davvero inquietante per me è la forza insita in questi calcoli, una forza capace di sorreggerti fino a farti arrivare felicemente dall’altra parte».

(Da: I turbamenti del giovane Törless (1906) di Robert Musil)




Solo un piccolo estratto per voi da un libro che ho comprato ieri su consiglio di un amico appassionato come me sia di matematica che della natura umana.
A proposito, lo sapevate che all'origine delle strabilianti figure costituite dagli oggetti frattali come quelli delle foto qui sopra (insiemi di Mandelbrot) ci sono proprio algoritmi basati sui numeri immaginari?

Un po' come se anche un modello matematico, tanto rigoroso e razionale nel suo modo di descrivere la realtà, avesse bisogno di una propria "immaginazione" per creare una figura così articolata e complessa e quindi di fuggire dalle logiche del calcolo tradizionale.

Al di là dell'aspetto puramente ludico, la cosa più strabiliante (ma poi nemmeno tanto a ben pensarci) è che quelle stesse dinamiche caotiche proprie dei calcoli iterativi eseguiti su numeri immaginari si prestano alla descrizione di certi fenomeni naturali molto meglio dei modelli della tradizione classica.

Perdonatemi se ogni tanto vi annoio un po' con le mie dissertazioni inutili....

lunedì 16 novembre 2009

PaX eTeRnA :-D


Pensavo proprio ieri che, quando mai verrà il momento, vorrei tanto che la foto sulla mia lapide mi ritraesse com'ero da bambino e non certo come sono ora (tanto meno come sarò più in là negli anni...).


Anche perché, se è vero che oggi mi sento come se avessi ancora 18 anni, può benissimo essere che tra 20, 40 o 60 anni io me ne senta addosso solo 5 di anni.... O no? xD









































martedì 10 novembre 2009

tOo LaTe?





There are worse things than

Being alone

But it often takes decades

To realize this

And most often when you do

It's too late

And there's nothing worse

Than too late.


(Charles Bukowski)





lunedì 9 novembre 2009

A fIrE bUrNs InSiDe Me


Oggi non riesco a combinare niente...

E' come se il fuoco che mi brucia dentro mi impedisse di concentrarmi su tutto quello che ho davanti agli occhi.

martedì 3 novembre 2009

CrEaTuReS oF tHe NaUgHt


Scelgo a caso tra le notizie in primo piano da Corriere.it di oggi:


* Una adolescente su due ricorrerebbe alla chirurgia estetica (peccato che la plastica al cervello non si possa fare)


* Corn flakes per l'immunità dei bimbi: la Kellogg's accusata di spot ingannevole sulle sue confezioni (guarda che novità: la pubblicità dice bugie??)


* Marrazzo ammette: i soldi erano per la cocaina (e un bel chissenefrega?)


* Gli utili della Nintendo scendono del 52% (Idem?)


* La Corte europea dei diritti dell'uomo: «No al crocefisso nelle aule scolastiche» (ma non hanno proprio di meglio su cui legiferare?)


A volte penso proprio che siamo creature del nulla... E che faccio bene a non spendere un euro per un quotidiano.