mercoledì 23 settembre 2009

WhAt Is HaPpInEsS?


Tempo fa ho postato sul tema un brano di Seneca.

Ora mi sono imbattuto per caso in un sito americano (citazione molto meno dotta, evidentemente), dove il consulente di turno ci propina una delle più classiche dottrine buone per ogni stagione su come essere felice, in pace con te stesso, ecc. ecc.

Però c'erano anche un po' di spunti carini che provo a riproporvi criticamente...

"Happiness and unhappiness are opposite sides of a judgement about your situation. If you judge your situation as bad for you, that's unhappiness. If you judge a situation as good for you, that's happiness."

[mmm... come definizione mi sembra un po' banale. ===> voto 4+ ]

"Our natural state of being is to be happy. When you remove all the uncomfortable emotions we humans can experience (and they are numerous), you're left with happiness. So it's easiest to define happiness by what it is not."

[Sulla prima affermazione ci sarebbe già parecchio da discutere... L'ultima invece mi piace. Vediamo dove va a parare. ===> voto 6 di stima ]

"Happiness is what you feel when you're NOT feeling....
selfdoubt

depressed
hateful
fearful
worried
unsatisfied
bored
grief
shame
guilt
discontent
anxious
annoyed
angry
irritated
stressed
frustrated
upset
down
sad
envious
or
jealous.

Whew! That’s a long list!"

[Beh, questa lista è già più carina, anche se sfido chiunque a dirmi se in un solo istante della sua vita è riuscito a non provare NEMMENO UNA di quelle sensazioni. Però quanto meno voglio premiare lo sforzo e la pazienza nel cercare gli aggettivi giusti... ===> voto 6,5 ]

"Happiness is not Pleasure although they can appear similar. Pleasure is enjoyment of an outside stimuli. You might find Pleasure in buying a new car, or in going on vacation, or having friends over for dinner, or having sex, or....the list is long on what you might enjoy experiencing. Pleasure requires an external stimuli for you to experience it. Happiness does not. Happiness is a belief about yourself and the outside world. You can be doing something you normally experience as pleasurable but not be happy! Pleasure is born from the external world, Happiness is born from the internal workings of our own minds."

[Questa parte invece mi piace proprio e l'ultima frase si avvicina molto al mio modo di intendere le cose, per cui la voglio premiare come merita. Resta la sensazione che, stringi stringi, sempre da Seneca ritorniamo.... ===> Voto: 8- se non altro caro yankee ti sei abbeverato alla fonte giusta... ]

9 commenti:

  1. La felicità non è il piacere, anche se possono apparire simili. Il piacere è godere di un stimoli esterni. Potreste trovare il piacere di comprare una macchina nuova, o per andare in vacanza, o avere amici a cena, o avere rapporti sessuali, oppure .... La lista è lunga su quello che si può godere di sperimentare. Piacere richiede un stimoli esterni per voi farne esperienza. La felicità non è così. La felicità è una credenza su di te e il mondo esterno. Si può fare qualcosa che normalmente esperienza come piacevole, ma non essere felici! Il piacere è nata dal mondo esterno, la felicità è nata dal funzionamento interno della nostra mente. "
    L'ultima frase anche a me piace di più
    un bacione

    RispondiElimina
  2. @Ari:
    Col traduttore di google non viene proprio fedele... :D Qui sotto te l'ho sistemata appena un po'.
    La Felicità non è il Piacere, sebbene possano apparire simili. Il piacere è godere di uno stimolo esterno. Potreste provare piacere nel comprare una macchina nuova, o andando in vacanza, o ospitando amici a cena, o nel fare sesso, oppure... La lista delle cose con cui potreste divertirvi è lunga. Il Piacere richiede un stimolo esterno per essere gustato. La felicità no. La felicità è credere in te stesso e nel mondo esterno. Si può essere alle prese con qualcosa di molto piacevole, ma al contempo non essere felici! Il piacere nasce dal mondo esterno, la felicità nasce all'interno della nostra mente."

    RispondiElimina
  3. ciao edward..

    i professori sono molto rompiballe e esigenti ma sai com'è... il classico me lo sono scelto io!!

    mi farò un mazzo tanto ma... c'est la vie

    baci

    RispondiElimina
  4. è difficile. ma non impossibile, essere felici.
    esiste.
    bisogna cercarla.

    RispondiElimina
  5. [risposta al commento]

    già hai pienamente ragione..
    come posso vedere la felicità in un numero?
    ma soprattutto come posso vederla quando ho già letto di ragazze che al momento che hanno letto 38 sulla bilancia non hanno ottenuto comunque quello che desideravano...?
    bè ci sta una spiegazione.
    il 38 è solo un punto di riferimento per me...
    cioè.. tutte le ragazze con ,secondo me un bel fisico per la nostra altezza, a cui ho chiesto il peso mi rispondevano "38/40" allora ho pensato se voglio quel fisico la dv arrivare più o meno a quel peso... se poi vedo che anche a 42kg ottengo quel fisico allora meglio per me! mi stabilizzo e vaffanculo.
    è solo un punto di riferimento...
    per quanto mi riguarda potrei vedere anche 50 sulla bilancia...ma allo specchio voglio vedermi bella...sono i fatti sul mio corpo che contano non uno stupido numero..
    :) ti abbraccio nancy

    RispondiElimina
  6. CIAO...mankavo da un po' e nn ci conosciamo...cmq complimenti x i bei pensieri sul tuo blog...e x il nick ^___^ (e' uno dei miei film preferiti...regista preferito,xsonaggio preferito..ecc...)
    cmq...penso che il concetto di felicita' sia soggettivo...dato che e' una cosa immatiriale prende le sembianze di cio' che i quel momento ci rende felice...e che magari in un secndo momento nn ci rende felici +...tutto e' relativo no?
    piacere di conoscerti cmq...buonanotte

    RispondiElimina
  7. Ciao Ed,
    Come vedi a volte ritorno!:-)
    I giorni scorsi avevo le idee molto confuse, e anche ora... Ma non voglio passare per l'egocentrica di turno!
    Interessanti le citazioni proposte.
    E comunque la riflessione intorno alla felicità che ossessiona gli uomini dall'alba dei tempi! è proprio questo il problema a mio avviso... Ci preoccupiamo troppo di essere felici! Insomma la felicità è sopravvalutata! Bisognerebbe essere se stessi (il famoso -me stesso-, dove!?), e avere il coraggio di vivere fino in fondo le proprie umane e inevitabili tristezze che comunque danno spessore e verità alla persona, altrimenti si va a finire come nelle società totalitarie dove il governo vuole tutti felici e carini e non pensanti! (mica tanto distante dalla realtà)
    E poi basta vedere che tutti i più grandi capolavori e opere d'arte dell'umanità non sono nati da uno condizione di felicità...
    Anzi! (La Divina Commedia, tanto per dirne una poco nota, è stata scritta in ESILIO)
    Con questo non voglio dire che una persona felice non possa essere intelligente o creativa, è solo che secondo me non la dice tutta fino in fondo...

    Mi piace questa citazione che riassume più o meno il mio pensiero: "La felicità nella sua pienezza è un disegno fluido che comprende anche l'infelicità" di Wilhelm Schmid

    O anche: "Mi dimetto dal tentativo di essere felice" , Kerouac

    Però mai dimettersi dal tentativo di essere sè stessi!

    Cari saluti,
    M.

    RispondiElimina
  8. D'accordissimo sulla distinzione tra felicità e piacere.
    Provare piacere, fino ad un passato molto recente (e in qualche sprazzo di presente) mi ha sempre portato al bisogno di farmi del male, mai ha conciso con la felicità. Prendere un bel voto all'univarsità, sentirmi dire "come sei bella", essere accarezzata, provare un orgasmo,...Ha sempre voluto dire punirmi, vomitare, tagliarmi, ritrarmi e provare disgusto per me stessa.
    Ora che sto facendo pace con il passato la cosa che più mi fa felice è la normalità. Faccio ancora un po' fatica ad accettare i complimenti e le coccole e a vivere in pieno i momenti di piacere ma non mi punisco più, mi sottraggo di meno, ma non è questo a rendermi felice.
    È la possibilità di stare seduta in una stanza da sola senza aver bisogno di offuscare la mia mente con cibo, ferite, sigarette, droghe o anche solo televisione (che reputo assolutamente peggio delle canne). Stare così, solo in silenzio con me stessa. Assaporarmi, nutrirmi del MIO amore. È una sensazione ce mi solletica lo stomaco e la pancia.
    È il riuscire a fare un viaggio da sola senza sentirmi persa ed avere il bisogno di tornare immediatamente a casa, per poi sentire subito il desiderio di fuggire di nuovo.
    La felicità ora è sapere di avere me. Io non credevo fosse possile. È assurdo ma è così.
    Io ho me e sono anche capace di non frantumarmi, sono in grado di rimanere integra senza sostegni.
    È un miracolo.

    Abbraccio (se abbracciandoti mi tagli non te ne preoccupare, ci sono abituatissima!! ;))

    RispondiElimina
  9. Mi permetto di citare alcune parti del tuo post nel mio blog perchè il titolo del mio blog è proprio "happiness" :)
    Io sono Jesse, è la prima volta che capito qui (adoro Edward mani di forbici)!
    Un bacio..

    RispondiElimina