mercoledì 8 luglio 2009

mAgIc NuMbErS


Perché i numeri ci fanno paura?

Forse ci spaventa il passare del tempo, visto che non facciamo che contare i giorni che scorrono via pensando che non torneranno più indietro.

Tutto ciò perchè secondo il senso comune consideriamo il tempo come una variabile indipendente, ossia tale per cui non abbiamo alcuna possibilità di influenza su di essa. Ma se ribaltiamo il concetto e ragioniamo in uno spazio quadridimensionale (le tre coordinate spaziali e quella temporale), potremmo immaginare di muovere la nostra mente in questo ipotetico "iper-spazio" all'indietro lungo l'asse dei tempi e posizionarci in un istante precedente a quello in cui ci troviamo, in linea teorica perfino precedente alla nostra nascita.

Il problema è che per muoverci in uno spazio a 4 dimensioni dobbiamo astrarci dalla realtà e ragionare al di fuori delle nostre abituali cognizioni. Teoricamente potremmo anche non fermarci qui e immaginare uno spazio con ulteriori dimensioni quali: gli odori, i suoni, le sensazioni...

Beh, vi sembrerà che mi stia addentrando in un discorso particolarmente astruso e fuori dal vostro vivere quotidiano, invece quello che ho descritto è esattamente quello che fa il cervello di ognuno di noi mentre pensiamo (e anche mentre dormiamo). Quindi se credete di non essere dei matematici, consolatevi e sappiate che invece la vostra mente è quanto di più matematico ci sia nell'universo.

5 commenti:

  1. Benchè ne capisca poco di numeri trovo oltremodo affascinanti le teorie sullo spazio-tempo e la quarta dimensione!
    C'è tutta una sottocultura fantascientifica su queste cose (l'hai visto Donnie Darko vero?).
    Riporto le parole del mio artista culto:

    "Ciò che ci interessava a quel tempo era la quarta dimensione. Nella Scatola verde ci sono un mucchio di note sulla quarta dimensione.[.] Siccome credevo che si potesse dipingere l'ombra di una cosa a tre dimensioni, un oggetto qualsiasi - come la proiezione del sole sulla terra che crea due dimensioni - per semplice analogia intellettuale considerai che la quarta dimensione poteva proiettare un oggetto a tre dimensioni; in altre parole ogni oggetto a tre dimensioni che osserviamo freddamente è una proiezione di una cosa a quattro dimensioni che non conosciamo. Era quasi un sofisma ma, in fin dei conti, era anche una cosa possibile."

    Marcel Duchamp, da un'intervista.

    P.s. Ma tu studi fisica o matematica per caso?

    Saluti bidimensionali(!?)

    M.

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  2. @Musi:

    Sono un fisico-matematico che ora studia la più complicata delle materie: le persone. xD

    Ed.

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  3. Odiavo la matematica. O meglio, eravamo un po' idiosincratiche... Però da quando ho finito le superiori, di notte, ogni tanto penso che per rilassarmi mi piacerebbe fare qualche esercizio di matematica.
    Così, per cambiare un po'...

    Si lega al post questa mia domanda: hai mai letto "Flatlandia" di Edwin Abbott Abbott? E' la storia di un Quadrato che abita lo spazio bidimensionale che incontra una Sfera che proviene da Spacelandia. Merita. Ringrazio il mio prof di filosofia per aver deciso di leggerlo!♥

    Buona serata!

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  4. PS: il tuo acquario è la mia nuova droga! xDDD

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  5. Già decisamente le persone sono un bel casino! La matematica offre molte più certezze... Anche se immagino che a certi livelli sia decisamente probabilistica (oltre che problematica!).
    Insomma non si hanno mai certezze in nessuna disciplina! E questa è 'quasi' una certezza!

    Buona giornata,
    baci

    M.

    Grazie per la stima che mi riservi, considerala completamente ricambiata!:-)

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